Scelti i 19 libri concorrenti al Premio Tropea. Attesa il 20 marzo la terna dei finalisti

Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva, Chiara Gamberale e Stefano Zecchi sono tra gli autori che ambiscono al riconoscimento. Il vincitore sarà proclamato il 22, 23 e 24 luglio nella cittadina calabrese

Sono stati scelti dalla giuria, presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti, i concorrenti alla quinta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea.
Sono 19 e fra questi il 20 marzo sarà selezionata la terna dei finalisti che si contenderanno a luglio il riconoscimento.
Ci sono grandi scrittori, come Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva, Chiara Gamberale e Stefano Zecchi e nomi meno famosi. Tutti sono autori di opere edite in Italia negli ultimi due anni.
Ecco, in ordine alfabetico, i titoli dei libri in concorso: Simonetta Agnello Hornby, La Monaca, (Feltrinelli); Giulia Carcasi, Tutto torna (Feltrinelli); Cristiano Cavina, Scavare una buca (Marcos y Marcos); Alessandro D'Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori); Giancarlo De Cataldo, I Traditori (Einaudi); Diego De Silva, Mia suocera beve (Einaudi); Donatella Di Pietrantonio, Mia madre è un fiume (Elliot); Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri (Mondadori); Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli (B.C.Dalai); Luigi Guarnieri, Una strana storia d'amore (Rizzoli); Satish Kumar, La leggenda del Santo Assassino (Sperling & Kupfer); Nicola Lagioia, Riportando tutto a casa (Einaudi); Annarosa Macrì, Alì voleva volare (Abramo); Marta Morazzoni, La nota segreta (Longanesi); Eduardo Nesi, Storia della mia gente (Bompiani); Raffaele Nigro, Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway (Rizzoli); Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità (Einaudi); Olimpio Talarico, Il due di bastoni (Montag); Stefano Zecchi, Quando ci batteva forte il cuore (Mondadori).
«Il Premio Tropea -dice Pasqualino Pandullo,presidente dell'"Accademia degli Affaticati" che promuove il riconoscimento- si conferma come forte attrattore culturale nella regione Calabria, rinnovandoci l'occasione per appassionarci ai libri e alla buona lettura».
E la coordinatrice Maria Faragò sottolinea che l'evento di fine luglio «offre a tutti il pretesto per parlare di libri ,creando intorno a sé un contesto intellettuale qualificato e prestigioso, ponendosi così all'attenzione di un pubblico nazionale e internazionale».
Negli anni i suoi vincitori sono stati Roberto Saviano, nella prima edizione con «Gomorra», a Gianrico Carofiglio con «Ragionevoli dubbi», con Carmine Abate con «Gli anni veloci» fino a giovani scrittori come Mattia Signorini, il cui libro «La sinfonia del tempo breve» ha trionfato nella scorsa edizione, battendo Gad Lerner con le sue «Scintille» e Alicia Gimènez- Bartlett con «Il silenzio dei chiostri», affermandosi in Spagna, dove è stato pubblicato dalla importante casa editrice Seix Barral, anche grazie al riconoscimento ottenuto.
Un segnale, questo, che il Premio Tropea negli anni è riuscito a varcare non solo i confini della regione in cui è nato, ma quelli nazionali e anche internazionali.
Ma vediamo i concorrenti. De Cataldo, sceneggiatore e autore teatrale è notissimo tra gli scrittori italiani soprattutto per il libro «Romanzo criminale» sulla banda della Magliana, diventato poi film e con «Traditori» si affaccia sul Risorgimento, con i suoi piccoli e grandi eroi, mentre si celebrano i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Il napoletano De Silva, già finalista allo Strega e al Campiello, ritorna con «Mia suocera beve» a raccontare le elucubrazioni mentali dell'avvocato-filosofo Vincenzo Malinconico.
La Gamberale, scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva, vincitrice di un Campiello, ne «Le luci nelle case degli altri» dà vita ad un romanzo corale sui caratteri della nostra umanità.
Il filosofo divulgatore Zecchi, con «Quando ci batteva forte il cuore» ricostruisce il dramma del popolo dell'Istria della Dalmazia e di Fiume, attraverso la storia di una famiglia.
La giuria ormai storica del Premio è costituita da nomi di spicco, come la presidente Bossi Fedrigotti che dal 2005 è anche al vertice del più antico premio letterario italiano, il Bagutta, oltre a Corrado Calabrò, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e a diversi rettori delle università calabresi.
Il meccanismo del riconoscimento vuole garantire la trasparenza e la lontananza dalle solite logiche editoriali che spesso hanno troppo spazio in altri premi. Quello Topea è, infatti, un Premio intellettuale ma anche popolare.
La scelta della terna finalista avviene in una seduta pubblica durante la quale è possibile partecipare assistendo allo scrutinio dei voti in presa diretta.
Uno dei tre libri selezionati sarà proclamato vincitore assoluto nel corso delle serate finali del 22-23-24 luglio.
Si tratta di un premio che diffonde cultura su tutto il territorio regionale e infatti oltre a quella tecnico-scientifica c'è la giuria popolare, cui si aggiunge il voto determinante de i 409 sindaci calabresi
La missione del riconoscimento è promuovere la lettura in una Calabria che legge poco. per questo stabilisce un fortissimo legame con il territorio, offrendo un sostegno concreto non solo alla promozione della cultura del libro ma anche ai processi di sviluppo civile e di crescita della legalità nella regione.
Per tutte queste cose il Premio Tropea è segnalato fra i "Premi di qualità" dal periodico Libri e Riviste d'Italia, organo del Ministero dei Beni culturali.