In scena Beruschi: così ho scelto l’opera lirica

Milanese doc e strenuo difensore delle tradizioni meneghine; è Enrico Beruschi che, nonostante l'intensa attività teatrale e il suo impiego preferito da baby sitter accudendo la nipotina Susanna, riesce a trovare il tempo da dedicare anche alla lirica firmando degli allestimenti moderni e poco dispendiosi. «Sono senza dubbio un milanese doc, di quelle rarità che ancora si incontrano per la strada; spesso, come battuta, dico che probabilmente, andando a ricercare nel mio albero genealogico, potrei scoprire un bisnonno del profondo Sud, ovvero al massimo di Modena». Sempre sorridente e allegro, Beruschi, grande appassionato di opera lirica, dopo aver diretto ed interpretato «La Serva padrona» torna a collaborare con la Milano Classica dando vita, nei panni del regista e del protagonista al "Pimpinone" di Georg Philipp Telemann, in programma stamattina e domani sera alla Palazzina Liberty. Come mai tutto questo successo nel mondo della lirica? «A dire il vero anche La Scala ha promosso il mio tentativo di svecchiare le opere liriche puntando sulla qualità e non sulla quantità di soldi da impegnare per grandiosità scenografiche. Per fare cultura non sono necessari impianti faraonici: sono sufficienti pochi elementi anche a basso costo, purchè la musica e le voci siano di qualità. E anche La Scala sembra condividere questo mio pensiero che ogni volta cerco di concretizzare attraverso degli allestimenti essenziali». E la comicità? «Bel periodo quello di "Non stop", che si dice abbia dato una significativa svolta al modo di fare televisione. I compagni di avventura erano "I Gatti di Vicolo Miracoli", "La Smorfia", "Boris Makaresko", Marco Messeri, Nicola Arigliano e tanti altri. Nel '79 iniziò anche l'avventura teatrale con "L'angelo azzurro" di Amendola-Corbucci con la regia di Vito Molinari, con Minnie Minoprio e Margherita Fumero, e l'attività proseguirà per molto tempo, facendomi Fu Walter Valdi, negli anni Settanta a spronarmi perché io andassi al Derby. Quello fu il trampolino di lancio di molti comici ancora attivi tuttora nel mondo dello spettacolo».