In scena il Brecht contro iprocrisie e falsità

Viviana Persiani

«Si tratta dello spettacolo che ha tenuto a battesimo la compagnia Teatri Possibili che proprio qualche tempo fa ha festeggiato il suo compleanno». Il fondatore del gruppo di spettacolo, Corrado D’Elia, nonché direttore del teatro Libero, firma la regia della pièce Le nozze dei piccolo borghesi di Bertolt Brecht, in palcoscenico venerdì sera al teatro di Verdura, racconta quella che è una sua operazione teatrale.
Per quale motivo avete riesumato un lavoro che risulta essere così «antico»?
«Io sono un artista che crede molto nel repertorio e poiché questa messinscena ha per noi un valore particolarmente simbolico e anche storico, ho ritenuto fosse interessante proporla anche nella stagione estiva del teatro di Verdura».
Vi è stato dato molto spazio all’interno del cartellone del teatro di via Senato...
«Sono molto contento di essere stato apprezzato dalla direzione del teatro di Verdura che, a quanto pare, sembra che la direzione in questione si sia innamorata del nostro modo di fare teatro, del nostro stile che non tradiamo mai nemmeno di fronte ai grandi classici».
Quindi anche questo testo è stato rivisto con l’occhio originale e contemporaneo di D’Elia?
«Non ho cercato a tutti i costi l'originalità; si tratta di un testo di un Brecht giovane, quindi di un lavoro poco frequentato soprattutto in Italia, dove produttori e direttori preferiscono andare sul sicuro. È una farsa molto esilarante dai toni impietosamente grotteschi che mette a nudo le ipocrisie e le falsità dei benpensanti della piccola borghesia di allora. Il ritmo e i numerosi momenti musicali, rendono la vicenda molto veloce».
Ha lavorato sulla parola?
«La mia impronta sta proprio nell’aver posto l'accento non solo sulla parola, ma anche sulle immagini e sul suono. Anche se qualcuno afferma che mi avvalgo di uno stile cinematografico, a parer mio, mi limito a offrire un immaginario contemporaneo, dove il pubblico guarda ciò che voglio che veda».
Come ha cambiato lo spettacolo nel corso degli anni?
«Abbiamo apportato modifiche, migliorie, ma la variazione più evidente è stata apportata dovendo calcare una scena all'aperto: se nel teatro classico i nove personaggi erano legati a dei fili, come delle marionette, al teatro di Verdura gli attori si limitano, talvolta, ad avere un atteggiamento meccanico che ricordi le movenze degli attori di pezza».

Le nozze dei piccolo borghesi, al teatro di Verdura (via Senato 14, info: 02/76215318).