In scena i dipinti di Deabate e Messi

I visitatori del Mercato della Musica e della Discografia d’Epoca e del Mercato del Libro Antico e della Carta potranno, nella giornata di domani, visitare due interessanti mostre ospitate a Palazzo Salmatoris e nella Chiesta di San Gregorio, due importanti centri d’arte nella dinamica città di Cherasco.
Sino al 17 luglio l’affascinante palazzo seicentesco ospita l’antologica di Teonesto Deabate Per una modernità senza avanguardia, una sorta di remake di quella allestita nel 1984 presso la promotrice delle Belle Arti, promossa dalla Provincia di Torino e curata da un prestigioso comitato scientifico comprendente fra gli altri Angelo Dragone, Renzo Guasco e Leonardo Mosso. La mostra presenta una cinquantina di dipinti, distribuiti su tutto l’arco di produzione di Deabate, e un’ampia scelta di progetti, oggetti e documenti relativi all’opera dell’architetto e del designer. L’esposizione è accompagnata da un catalogo con scritti di Pino Mantovani, sulla pittura, di Rolando Bellini, sulla polimorfa produzione dell’artista, e una analitica bio-bibliografia a cura di Francesco Sottomano.
La Chiesa di San Gregorio, sino al 10 luglio ospita invece Chi sa dove tramonta il sole?, personale dell’artista torinese Maurizio Messi. Qualcuno ha scritto di lui che «di mestiere fa il sognatore e per hobby l’artista, come tutti i sognatori». L’artista si muove spontaneamente sul terreno dell’azione visuale, spinto pressochè esclusivamente dal sentimento e dalla necessità d’estrinsecare per gli «altri» i momenti complessi della propria visione fantastica che gli nascono dentro.
Visioni non ottimistiche e non attualizzate della realtà considerata, riferimenti ad avvenimenti od epopee lontani o non databili, spesso l’assenza dell’uomo contemporaneo e dell’uomo in genere, che appare soltanto in funzione di mito-simbolo non vivente, l’incombere oppressivo del cielo, i toni cupi: elementi che caratterizzano l’insieme, ma non sono dati per un facile approccio con l’osservatore.
I suoi oli, disegni, acquerelli, collage e fotografie sono stati esposti in Piemonte, dalle Langhe a Torino, riscuotendo sempre un notevole interesse e suscitando un fascino innegabile.