In scena le intuizioni della Graham

Dopo la prova suggestiva offerta sabato scorso da Roberto Bolle con il Gala per l’Unicef, la rassegna «Tersicore» propone per martedì 21 febbraio il ritorno a Roma - dopo dieci anni di assenza - della Martha Graham Dance Company, definita dalla critica statunitense «una delle sette meraviglie dell’universo artistico». Lo spettacolo è composto da quattro coreografie che ripercorrono alcuni dei momenti più significativi del repertorio della celebre danzatrice e coreografa, morta nel ’91 a 97 anni. Errand into the Maze (1947), su musica di Gian Carlo Menotti, rilegge il mito di Teseo; Diversion of Angels (1948) è un inno all’amore e alla vita, ma anche un omaggio all’arte del pittore surrealista Vassily Kandinsky; Embattled garden (1958), prende spunto dalla mitologia ebraica e racconta la leggenda di Adamo e Lilith. Tutte e tre le coreografie si avvalgono delle scene di Isamu Noguchi, scultore e scenografo americano con il quale la Graham strinse una lunga collaborazione. Chiude Sketches from «Chronicle», fra le coreografie della Graham una delle poche di esplicito argomento politico.
Altro appuntamento che merita di essere segnalato è quello con il Balletto Teatro di Torino e la Companhia Portuguesa Contemporanea, due formazioni che saliranno sul palcoscenico lo stesso giorno, un’appassionante sfida fra scuole diverse, l’11 aprile. Sarà quindi il turno della compagnia di Myula Sungani in programma il 19 maggio. La rassegna si concluderà il 10 dicembre con il ritorno in Italia e a Roma di Bill T. Jones e della sua Arnie Zane Dance Company con il suo nuovo spettacolo Chapel/Chapter in cui il pubblico ha la sensazione di entrare in un santuario simile a una cappella, al cui interno lo spettatore rimane sorpreso da una danza materiale e grintosamente virtuosa.