Di scena l’orchestra erede di Mingus

Nata nel 1979, quando morì il compositore, per volontà della moglie Susan. La formazione esegue i brani del maestro. Grande attesa tra i fan

La gente, quella lo aveva già detto chiaro e forte. Prima ancora che con le parole, con i fatti. Lo amavano, i milanesi che si mettevano in fila sin dall'alba, già vestiti per l'ufficio, fuori dal Teatro Lirico per acciuffare un biglietto dei suoi spettacoli, gli stessi che citavano i versi delle sue canzoni irriverenti, che avevano imparato a prestare orecchio ai dubbi e agli ammonimenti in forma di teatro canzone di questo «filosofo ignorante», come si definiva lui stesso. Bene, ora che Milano ha dedicato a Giorgio Gaber una via (all'incrocio simbolico con via De Andrè, a due passi da via dei Missaglia), il Teatro Lirico di prossima rinascita e una sala auditorium nel quartier generale della Regione al Pirellone, si può proprio dire che anche la «Milano dei vertici» ha deciso di corrispondere al Signor G lo stesso amore dei suoi cittadini e, soprattutto, quello del Signor G stesso verso una città - parole di Ombretta Colli, moglie e «alleata di vita» per 40 anni - «che Giorgio adorava in modo totale e incondizionato, al punto di farci penare ogni estate, quando qualsiasi famiglia normale cercava di andare in ferie e lui insisteva per restare qui. Non riusciva sempre nella sua impresa, grazie al cielo». Meglio di tanti pistolotti istituzionali, è questo ricordo semplice e domestico a far percepire, come un profumo intenso ed esatto, il ricordo e la nostalgia per un artista che ha segnato la storia di questa città. Ieri a Palazzo Marino, Ombretta Colli, la figlia di Gaber, Dalia Gaberscik, il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar e l'Assessore comunale allo Sport e Tempo Libero Giovanni Terzi hanno presentato l'ultimo, atteso e doveroso, inchino di Milano a Gaber: Milano per Giorgio Gaber - questo il titolo della manifestazione, in cartellone dal 29 ottobre al 19 novembre - scandirà un mese di rappresentazioni, incontri, dibattiti, letture e spettacoli in onore del Signor G.
Eventi rigorosamente gratuiti (è consigliabile comunque la prenotazione) che Comune, Provincia, Regione, Piccolo Teatro e Fondazione Giorgio Gaber hanno studiato come omaggio («a scadenza regolare», vale a dire che trattasi di una «prima edizione») nei confronti del grande cantautore, poeta, attore milanese, scomparso il 2 gennaio 2003. Il via, il 29 ottobre presso il Teatro Studio (ore 21), con la prima nazionale di Il Dio Bambino, interpretato da Eugenio Allegri per la regia di Giorgio Gallione. Il pomeriggio successivo, in Università Statale, una serie di letture dirette ed eseguite dal cabarettista Flavio Oreglio. Il 10 novembre, presso l'Auditorium Gaber in Pirelli, è atteso un convegno dal titolo Giorgio Gaber, Milano e gli anni '70, con interventi di autori di saggi e monografie dedicate all'artista. Il 12 novembre, il Teatro Studio sarà nuovamente la cornice di un tributo al teatro canzone gaberiano con Se ci fosse un uomo, show studiato dal musicista Giorgio Casale utilizzando le basi originali musicali degli spettacoli di Gaber. Gran finale il 19 novembre al Teatro Strehler (palcoscenico dal quale GG cominciò la sua ascesa) con un tributo da parte degli artisti milanesi: attesi sul palco amici come Enzo Jannacci e Dario Fo, e nomi prestigiosi della musica e del teatro cittadino, per ora non ancora ufficiali. A completare il tutto, quattro trasmissioni in terza serata dedicate a Gaber su Rete4, da domenica 28 ottobre a domenica 18 novembre, intitolate «Storie del Signor G».