In scena

«L’ultima luna d’estate» è – come recita lo spiazzante sottotitolo della manifestazione – il festival del teatro popolare di ricerca: cioè di quel teatro che, pur avendo un carattere sperimentale, non si rivolge ai soli «addetti ai lavori», ma si sforza di parlare a un pubblico vasto ed eterogeneo. Da ormai tredici anni, verso la fine dell’estate, le ville patrizie, le corti contadine e gli angoli più suggestivi del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, nel cuore della Brianza lecchese, fanno quindi da scenario a spettacoli sia di giovani compagnie, sia di registi e attori più o meno navigati, nei quali la ricerca di nuove formule espressive si coniuga con la fruibilità e non ignora l’intrattenimento.
L’edizione 2010 del festival si inaugura domani alle 21.30, presso la Villa Sacro Cuore di Rovagnate, con l’Erodiade di Giovanni Testori interpretata da Iaia Forte. Testori è senza dubbio un autore «di ricerca», un protagonista dell’avanguardia teatrale degli ultimi decenni, ma è anche un drammaturgo che sta diventando sempre più «popolare», sempre più capace di attrarre un pubblico folto e variegato. D’altra parte nei suoi scritti «è presente», secondo Iaia Forte, «una relazione profonda tra la “zona alta“ e la “zona bassa“», tra il virtuosismo letterario e l’enfasi spettacolare, fra la tensione spirituale e una carnalità traboccante, ma anche tra il linguaggio dotto e il dialetto lombardo, che spesso si mescolano e danno vita a un gergo visionario.
Proprio questa lingua «potente, sensoriale, immaginifica, né minimale né naturalistica», è ciò che ha affascinato inizialmente l’attrice napoletana e l’ha poi spinta a familiarizzare con i testi di «un grandissimo scrittore che, per molti anni, ha subìto i pregiudizi di una certa cultura politicamente corretta, e che per questa ragione è stato assurdamente accantonato».
Quarantenne, conosciuta dal grande pubblico per aver interpretato negli anni Novanta i film più stralunati e poetici di Pappi Corsicato, e in seguito alcune pellicole di successo firmate da Maurizio Nichetti e Marco Risi, la Forte ha al suo attivo una lunga frequentazione dei palcoscenici milanesi. A fine ottobre la si potrà vedere al Piccolo di via Rovello nei Promessi sposi alla prova, un altro scritto del drammaturgo lombardo che andrà in scena in prima nazionale con la regia di Federico Tiezzi. «Erodiade» ha debuttato due anni fa alla Sala Fontana di via Boltraffio e resta impressa nella memoria di chi l’ha vista per l’interpretazione viscerale, con venature dark e tragicomiche allo stesso tempo, dell’attrice napoletana, che sembra essersi calata nei meandri più reconditi del personaggio. «Testori ci mostra un’Erodiade inedita», racconta la Forte, «una regina che, dopo aver ottenuto la testa di Giovanni Battista, si interroga sul suo operato e vive un profondo smarrimento. La sua inquietudine si intreccia con quella dell’interprete che, in un gioco metateatrale, prende la parola in prima persona e si ribella alla parte affidatale dall’autore, a cui chiede conto della disperazione in cui è immerso il suo personaggio. Nel testo c’è quindi una doppia domanda: quella sul significato della nostra esistenza, e quella sul senso del recitare, in un crescendo di interrogativi che coinvolge anche il pubblico e lo rende ancor più partecipe di quel che avviene in scena».