Scende in campo anche la Consob Chieste ai giudici le carte del caso

Pierluigi Bonora

da Milano

Colpo di acceleratore della Consob sullo scandalo intercettazioni che vede coinvolta la Juventus. Ieri sera il presidente dell’Authority, Lamberto Cardia, ha deciso di inviare alle Procure inquirenti la richiesta della documentazione che i giudici ritengono di poter trasmettere all’organo di controllo. In questo modo la Consob potrà confrontare le partite sotto esame con un eventuale andamento anomalo del titolo bianconero in Borsa e, quindi, valutare se ci sono i presupposti per l’avvio di un’inchiesta. Le verifiche sull’andamento del titolo potrebbero concludersi nell’arco di qualche giorno. Nella peggiore delle ipotesi per la società di corso Ferraris potrebbe delinearsi il reato di manipolazione delle azioni in Borsa. Intanto, all’indomani dell’azzeramento del cda juventino, il titolo della società è stato oggetto di forti vendite. A Piazza Affari, al termine di una giornata durante la quale le azioni sono state sospese per eccesso di ribasso, il titolo ha chiuso a 2,01 euro cedendo quasi il 5%. Gli scambi hanno riguardato il 6,6% del capitale. Il nuovo tonfo ha condizionato la giornata delle altre società quotate, tra cui la Lazio, pure nel vortice delle intercettazioni, che ha perso il 13,83% a 0,34 euro. Meno pesante la chiusura della Roma: 0,52 euro (meno 3,59%). Intanto in casa Ifil (meno 5,6% in Borsa), azionista di controllo del club, proseguono i contatti con personaggi da sempre molto vicini alla Juve e alla famiglia Agnelli allo scopo di trovare la migliore soluzione per ripartire da capo. Tra i consiglieri» del vicepresidente John Elkann, oltre a «bandiere» come Michel Platini, ci sarebbe anche il presidente della Fiat, Luca di Montezemolo.