Scendono le entrate e i conti pubblici finiscono in rosso

da Roma

Peggiora il fabbisogno di cassa nei primi undici mesi dell’anno: il «rosso» fra entrate e uscite è giunto a 74 miliardi e 484 milioni di euro contro i 61 miliardi e 383 milioni dello stesso periodo 2004. Il fabbisogno non è rilevante ai fini dei trattati europei, ma è un segnale dell’andamento del debito pubblico.
In particolare, secondo i dati comunicati ieri dal Tesoro, nel solo mese di novembre il fabbisogno ha segnato un disavanzo di 7,6 miliardi contro un attivo di 29 milioni raggiunto nel novembre 2004. Una differenza notevole dovuta, spiega il ministero dell’Economia, al «venir meno di entrate non replicabili per oltre 7 miliardi» ed all’anticipo di pagamenti da parte delle amministrazioni decentrate, che dovrebbe essere riassorbita in dicembre. Mostrano invece una «buona evoluzione» le entrate fiscali, in particolare l’Iva. Il dato degli 11 mesi del fabbisogno, conclude il Tesoro, è «compatibile con l’obiettivo 2005, indicato in 65.187 milioni».
In attesa dei risultati finali, si smorza la polemica innescata dalle dichiarazioni di Vincenzo Visco (Ds) sulla necessità di una nuova manovra aggiuntiva 2006 da 4 miliardi di euro. È lo stesso ragioniere generale dello Stato Mario Canzio ad affermare che «non c’è nessun buco, e dunque non c’è assolutamente necessità di rafforzare la manovra». Secondo Canzio, sia i risparmi che le entrate aggiuntive previste sono al sicuro, a partire dal miliardo di euro di dismissioni immobiliari 2006. Nè vi sono all’orizzonte problemi con Bruxelles sui maggiori dividenti Eni ed Enel fissati in finanziaria. «Nessuna manovra aggiuntiva - conferma il viceministro dell’economia Giuseppe Vegas -, dobbiamo solo monitorare attentamente la spesa, soprattutto quella decentrata (sanità ed enti locali), aumentando i controlli».
La legge finanziaria si appresta, intanto, ad approdare al voto della commissione Bilancio della Camera, ma con un fardello di emendamenti meno pesante del previsto. Il presidente della Commissione, Giancarlo Giorgetti (Lega) ha infatti dichiarato inammissibili 2.155 emendamenti su 4.668 presentati. Entro oggi, i gruppi parlamentari dovrebbero presentare una lista di emendamenti segnalati, su cui si concentrerà il lavoro della commissione fino a mercoledì, giorno in cui dovrebbero terminare le votazioni. Anche alla Camera, la finanziaria sarà concentrata in un maxi-emendamento, su cui sarà posta la questione di fiducia.