Scendono in piazza le paure dei tabaccai

Scende in piazza la paura dei tabaccai. In 6mila, secondo gli organizzatori, hanno sfilato da piazza della Repubblica a piazza Barberini per chiedere allo Stato di proteggerli dallo scomodo e pericoloso ruolo di bancomat viventi dei banditi. «Dobbiamo garantire allo Stato degli incassi ma chiediamo che lo Stato ci garantisca sicurezza», ha detto il presidente della Federazione italiana tabaccai, Giovanni Risso, dal palco allestito in piazza Barberini, alla presenza di migliaia di colleghi giunti da tutta Italia e di Gianfranco Fini, giunto a portare la sua solidarietà alla categoria. «Occorre maggiore controllo del territorio e la certezza della pena per coloro che delinquono», ha detto il presidente di An.
L’associazione scesa in piazza chiede un’adeguata politica di prevenzione, una previsione di incentivi con un possibile filo diretto tra le tabaccherie e le forze dell’ordine e la possibilità di far utilizzare il bancomat per avere in cassa meno contanti. «Vendiamo sigarette, prodotti del lotto - ha affermato un manifestante - effettuiamo il pagamento delle multe, abbiamo valori bollati. Da noi è facile che un rapinatore trovi la cassa piena». Secondo i dati raccolti dalla Federazione, nei primi sei mesi del 2007 i reati subiti dai tabaccai italiani sono aumentati del 10 per cento rispetto al 2006 e del 22 per cento rispetto a due anni fa. «Solo quest’anno abbiamo subito 1.200 rapine e tre nostri colleghi sono morti», ha detto Risso. E gli organizzatori hanno portato in piazza i parenti di alcuni tabaccai vittime della criminalità, accolti da un lungo applauso.
Il problema è molto grave anche (e forse soprattutto) nella capitale. «Ho avuto danni al distributore esterno per due anni - racconta una commerciante della zona romana di Montesacro - e anche dopo aver presentato i filmati che mostravano il malvivente “in corso d’opera”, le autorità non sono riuscite ad arrestarlo». E la politica locale si muove a fatica. «Ho presentato mesi fa una proposta in consiglio comunale che va in favore della sicurezza dei tabaccai - ricorda il presidente del consiglio comunale Mirko Coratti -. È stata già votata, ma ora è arrivato il momento di finanziarla. Questa proposta prevede che l’amministrazione comunale si faccia carico dell’installazione di un sistema di telecamere nei negozi di quei tabaccai che ne fanno richiesta. È un deterrente, non sarà la soluzione di tutti i problemi, ma questo provvedimento servirebbe a dare un segnale forte a sostegno della categoria, per diminuirne la percezione di insicurezza». Coratti promette di «ripresentare nelle prossime settimane la proposta in occasione della sessione di bilancio comunale» anche per «salvaguardare una categoria che ha contribuito molto negli ultimi anni a snellire le procedure dei vari pagamenti agevolando così non poco la vita dei cittadini e le procedure amministrative».
A favore dell’installazione delle telecamere nelle tabaccherie romane è anche Alleanza Nazionale, che si dice pronta a votare per un emendamento alla Finanziaria comunale per bocca del presidente della Federazione romana Gianni Alemanno: «Le telecamere rappresenterebbero un forte deterrente contro i rapinatori e aumenterebbero la sicurezza della categoria». In serata è giunto anche l’intervento del segretario regionale dell’Udc, Luciano Ciocchetti, che afferma: «Il problema vero è che il cittadino davanti alla criminalità diffusa si sente solo, poco tutelato, abbandonato dalle istituzioni. Dobbiamo impedire che il cittadino decida di farsi giustizia da sé».