Sceneggiata di Bossi contro tricolore e giornalisti

Durante un comizio nel Varesotto, il Senatùr attacca l'unità nazionale: "Chi espone la bandiera è un somaro". Poi difende la moglie: "Lei non si fa pagare, senza di lei la mia famiglia sarebbe sparita. Botte per i cronisti" 

Somma Lombardo (Varese) - Bossi-Show ieri sera a Somma Lombardo nel Varesot­to, dove il leader della Lega Nord ha parte­cipato a una festa del suo partito. Ce ne so­no state per tutti, dai giornalisti («Prende­rete delle botte prima o poi ») ai patrioti ita­liani («Chi espone il tricolore è un soma­ro ») alla missione militare in Libia («È me­glio se finisce a settembre»). Ma dal capo della Lega sono venute anche rassicura­zioni per la tenuta del governo: mercoledì i suoi parlamentari voteranno contro la sfi­ducia al ministro Saverio Romano «per te­nere i numeri», mentre per quanto riguar­da Tremonti, di cui sempre più spesso si parla come di una figura in bilico, Bossi ha detto di non ritenere che sia «in pericolo».

Le parole più dure del leader leghista so­no state riservate ai giornalisti (e non è la prima volta) per il trattamento che è stato riservato a sua moglie Manuela da un setti­manale che ha pubblicato una ricostruzio­ne molto critica del suo ruolo all’interno del partito. «Prima o dopo piglierete una mano di botte, non ci distruggerete con i vostri insulti», ha detto Bossi dal palco. «Mia moglie, poverina, ha sempre lavora­to per la Lega, ha messo su una scuola del­la Lega e non prende nulla, non si fa paga­re » , ha spiegato il marito ministro delle Ri­forme. «C’è chi pensa solo a fare i soldi e chi invece ci crede a degli ideali - ha ag­giunto - : e se non c’era mia moglie la mia famiglia sarebbe scomparsa, perché io non sono mai a casa». Bossi ha quindi in­frammezzato il suo intervento con insulti ai giornalisti, definiti «stronzi», «lacché», «gentaglia», «obbedienti agli ordini peg­giori pur di andare contro la Lega». «Ma voi siete sfortunati, giornalisti del ca...- ha proseguito Bossi- noi vinceremo, la Pada­nia verrà nonostante le vostre chiacchie­re».

Davanti al«suo»pubblico il leader leghi­st­a non ha lesinato il ricorso ai vecchi argo­menti: «Quelli che mettono fuori i tricolo­ri sono somari: quelli mangiano e bevono. La verità è che costa troppo il Sud, mentre il povero Nord lavora e basta». E se con la manovra «finalmente inizierà a scendere il colossale debito pubblico - secondo il ministro delle Riforme - si può dire che la casa è salva, ma per noi lo sarà davvero quando saremo fuori dalle balle, perché siamo la vacca da mungere».

Bossi ha però assicurato che mercoledì la Lega Nord voterà contro la mozione di sfiducia al ministro delle Politiche agrico­le Saverio Romano «per tenere i numeri». La Lega continuerà dunque a sostenere il governo,e Bossi ha chiarito il concetto an­c­he a proposito del voto dato contro l’arre­sto del deputato Marco Milanese. «Siamo stati insultati per questo ma abbiamo la co­scienza a posto. Il suo processo andava avanti indipendentemente dalla decisio­ne della Camera- ha spiegato il Senatùr -. La sinistra voleva che si mandasse subito Milanese in galera solo per far cadere il go­verno: ma perché devo mandare in galera qualcuno se deve essere ancora processa­to? Facciano il processo, poi si vedrà se sa­rà colpevole o innocente».