Gli «sceriffi» in Antonveneta

La Sarbanes-Oxley ora si applica anche a Padova. La legge approvata nel 2002 dal congresso americano sull’onda degli scandali Enron e Worldcom è diventata uno spauracchio per molte società quotate alla Borsa di New York. E Abn Amro non fa eccezione. Così, tra le prime richieste fatte dagli uomini di Rijkman Groenink, una volta sbarcati nella sede centrale di Banca Antonveneta, c’è stata quella di adeguare le procedure di controllo interno ai dettami della rigorosa legge «made in Usa». A spaventare soprattutto il giuramento sulla veridicità dei conti (controllate comprese) che impegna la responsabilità penale dei vertici del gruppo. Un gruppo che per di più è il primo istituto creditizio straniero in regioni importanti come quella di Chicago. A passare ai raggi «X» le procedure di Antonveneta sono stati i professionisti dell’ufficio milanese di Protiviti, network multinazionale specializzato in valutazione dei rischi aziendali e internal audit.