Lo «sceriffo» che ha vinto con la tolleranza zero

Giancarlo Gentilini, 79 anni il prossimo 3 agosto, ama descriversi così: «Ho fatto l'avvocato, l'alpino, il contadino, il fruttivendolo, le ho fatte tutte nella vita. Ho sofferto, ho patito la fame, ho visto il sangue, mezz'ora dopo un bombardamento che fece 2000 morti ero con il vescovo di Treviso monsignor Mantiero sopra le macerie per cercare di salvare qualcuno. La mia vita l'ho vissuta intensamente, e quando parlo, parlo della mia vita, di cosa ho imparato e di cosa ho sofferto, e i cittadini restano là a bocca aperta perché io le cose non le leggo dai libri». Ex responsabile dell'ufficio legale della Cassa di risparmio della Marca trevigiana, è stato eletto sindaco leghista di Treviso nel 1994 e '98; cinque anni fa, non potendosi ricandidare, ha lasciato il posto al collega di partito Giampaolo Gobbo di cui è vice. Gentilini ha comunque cambiato volto a Treviso, recuperando il centro storico e le periferie, aprendo una sede universitaria, portando grandi mostre; la «tolleranza zero» in tema di sicurezza contro clandestini, sbandati, prostitute gli ha meritato la fama di «sindaco sceriffo».