Lo sceriffo degli scaffali: «Così scovo il ladro Anche lui segue le mode»

Il responsabile dei controlli in una catena di supermercati traccia profilo e abitudini del professionista del furto

Gianluigi Nuzzi

da Milano

«I ladri sono un po’ vanesi. Nei grandi magazzini i ragazzi rubano capi d’abbigliamento firmati per farsi belli con gli amici. Le signore i profumi appena usciti. I professionisti, invece, portano via accessori piccoli, preziosi. Da rivendere. Poi arrivano i cleptomani. E il discorso cambia. Perché se li fermi loro estraggono addirittura il certificato medico». Che sì, insomma, i furti li compiono ma «agente, mi capisca sono malato, tanto malato». Giovanni Congi, ex tenente colonnello della Guardia di Finanza e oggi responsabile sicurezza della rete commerciale Rinascente illustra una casistica infinita.
Quali sono i prodotti che vengono rubati di più nei grandi magazzini e nei centri commerciali?
«Tra gli accessori di sicuro i profumi. In genere più l’oggetto è piccolo più è facile da asportare. E poi qualsiasi capo d’abbigliamento o prodotto che possa essere facilmente commercializzato. Seguendo ovviamente le mode».
Che c’entrano le mode con i furti?
«Semplice: il ragazzino cerca e punta alle mutande colorate e agli slip da indossare poi ben visibili sopra i jeans o il pantalone strappato da mostrare agli amici».
Chi vive di questi furti?
«Io li chiamo i “turisti”, dall’extracomunitario che mira al capo pregiato perché lo deve rivendere ai ladri professionisti. Uno venne fermato in agosto con 40 gradi fuori. Era vestito a strati, a “cipolla”, cinque sei magliette, una camicia, tre pantaloni, grondava di sudore».
Ci faccia l’identikit del ladro professionista.
«Persona tra 25-35 anni, se extracomunitari si mascherano da turisti o uomini d’affari per passare inosservati. Si mimetizzano. Ma chi fa sicurezza è addestrato proprio a scovarli, visto che i più, contrariamente a quanto si pensa, rubano per rivendere e non per mettere in guardaroba il capo portato via».
E in un grande magazzino quanti ne vengono fermati?
«Dipende dalla grandezza del negozio. Ma almeno una decina al giorno».
Ci sono poi i cleptomani...
«Certo ma è una minoranza sparuta. Gente di una certa elevatura sociale che portano il certificato medico dove il dottore attesta che soffrono di questa malattia. Ma i grandi magazzini vengono anche “visitati” da finti cleptomani. Gente che ruba e si libera in fretta della merce rivendendola».
Un caso?
«È capitato in un centro commerciale: viene sorpreso un arzillo vecchietto dalla sicurezza che chiama la polizia. Era un “cliente fisso”, un affezionato al furto. A casa sua gli agenti scoprono refurtiva per milioni di vecchie lire. Lui si è giustificato dicendo che era un cleptomane. Ma non era vero: aveva persino precedenti per scasso».
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it