Schedato dna di 24mila minori

Bufera sull’iniziativa della polizia britannica. I ragazzi sono tutti incensurati

Lorenzo Amuso

da Londra

Nell’enorme «archivio genetico» messo a punto dalle autorità di sicurezza britanniche - un database che raccoglie oltre tre milioni di profili del Dna - circa 24mila dati appartengono a minorenni incensurati, mai sfiorati dalla legge. Giovani né inciampati in alcuna diffida né condannati per reati minori. Una schedatura precauzionale di massa che, pur essendo «formalmente» legale nel Regno Unito, ha sollevato le indignate proteste di un deputato conservatore, Grant Shapps, autore della scoperta. Il sospetto sollevato dal parlamentare è che le forze dell’ordine abbiano agito di nascosto, senza i necessari accertamenti, sfruttando una recente legge che consente, a loro discrezione, di conservare e archiviare i dati di tutte le persone sospettate di crimini, fermate per un qualunque reato punibile con il carcere. Shapps è venuto a conoscenza dell’esistenza di questo archivio parallelo dopo aver assunto la difesa di un ragazzo, figlio di un elettore del suo collegio (Welwyn Hatfield), arrestato per errore. Vittima di uno scambio di identità, i dati genetici di Jack Saywood erano stati comunque inseriti nel database della polizia, nonostante l’assoluzione finale. Durante il procedimento, il parlamentare aveva così scoperto che, come nel caso di Jack, altri 24mila ragazzi, di età compresa tra i 10 e 18 anni, erano stati segretamente schedati dal ministero dell’Interno. «Se il governo intende disporre di un archivio genetico che includa tutti i cittadini, compresi i nostri figli, deve formulare una proposta, presentarla in Parlamento, e discuterla. Solo allora, forse, la proposta diventerà legge», ha denunciato Shapps, presentando una campagna per ottenere che i dati dei 24mila siano cancellati dagli schedari. Una posizione incompatibile con i piani del governo, che proprio nei primi giorni del 2006 ha annunciato l’intenzione di estendere al più presto la schedatura genetica al 7% della popolazione (4,25 milioni entro il 2008). Già ora, con il 5% dei cittadini registrati, l’archivio britannico è il più costoso (oltre 430 milioni di euro) e grande al mondo, con una percentuale sensibilmente superiore sia alla media europea (1,13%) che a quella statunitense (0,5%).