Schedatura? «Sì, no, però»

Egregio Direttore,
mi duole segnalarLe un errore presente in due articoli de il Giornale del 23 di gennaio a firma di Gianandrea Zagato, pubblicati uno a pag. 11 del «nazionale» (titolo: «Milano, alle primarie elettori “videoschedati”») e l’altro a pag. 47, all’interno della cronaca di Milano (titolo: «Elettori videoschedati, metodi stalinisti»), aventi per oggetto le primarie dell’Unione. Dalla lettura si evince l’antipatica ipotesi secondo la quale, su mia iniziativa, il centrosinistra sarebbe pronto a «schedare» gli elettori della Casa delle libertà che partecipassero alle primarie, fotografandoli alle urne il 29 gennaio. Ovviamente si tratta di una cosa falsa, riportata con enfasi soprattutto nei titoli. Quel che abbiamo annunciato di fare, come spiegato allo stesso giornalista in un colloquio telefonico, è una fotografia agli esponenti della destra eventualmente ai seggi e aventi responsabilità istituzionali (come detto: dai consiglieri di zona in su), non certo ai singoli cittadini elettori di destra, che, peraltro, non potremmo distinguere dagli altri.
Cordialmente,

segretario cittadino
Ds Milano

Il segretario cittadino Ds riconferma l’intenzione di fotografare esponenti del centrodestra, «dai consiglieri di zona in su», che dovessero recarsi ai seggi delle primarie dell’Unione. Videoschedatura correttamente riportata negli articoli citati dove, come nota lo stesso Majorino, ci siamo chiesti come si possano «distinguere» i simpatizzanti della Casa delle libertà «dagli altri» elettori.
Gianandrea Zagato