Schede svizzere: sospesi 3 arbitri internazionali

Gussoni blocca Bertini, Paparesta e Pieri. "Organizzazione inaspettata, non c’è stata buona fede"

Roma - Conoscendo Cesare Gussoni, quei cento metri di distanza tra il suo ufficio e quello del presidente della Figc Abete gli saranno pesati più dei chilometri percorsi quando calcava i campi di serie A con il fischietto in bocca. Il numero uno dell’Aia ha appena comunicato ad Abete una decisione drastica, ma inevitabile. Figlia di ciò che raccontano le carte giunte dalla procura di Napoli che la settimana scorsa ha chiuso le indagini.
Il capo degli arbitri ha sospeso in via cautelare sette fischietti (Cassarà, Dattilo, Gabriele, Racalbuto più i tre ancora in attività, Paparesta, Bertini e Pieri) e i due assistenti Ambrosino e Baglioni su cui grava il pesante sospetto di associazione a delinquere. In un sol colpo la classe arbitrale perde tre internazionali: Paparesta era considerato da Gussoni il migliore della sua squadra («la Fifa lo aveva convocato per un raduno dei top a Zurigo»); Bertini era stato definito in crescita («stava cambiando il suo modo di arbitrare»), mentre Pieri era ancora un po’ indietro («ma faceva i conti con un fastidioso strappo muscolare alla coscia»).
Per tutti è stata fatale la questione delle schede svizzere ricevute da Moggi e poi utilizzate, come sostiene l’impianto accusatorio. «Ho aspettato le carte per farmi un’idea precisa - esordisce Gussoni -. Non le ho ancora lette tutte, ma la strada intrapresa resta sempre quella del buon senso. Non mi sarei mai immaginato un’organizzazione del genere né mi aspettavo tecnicismi così complicati. In qualche caso la buona fede non c’è stata. Sicuramente una cosa del genere non dovrà più succedere in futuro». C’è rammarico, ma anche amarezza nelle parole del presidente dell’Aia. Che comunque sottolinea: «È vero che sono stati sospesi tre arbitri internazionali, ma l’Italia ne ha ben 11, dunque senza di questi ne restano 8. Certo sarebbe stato diverso se i sospesi fossero stati 7 (più due che smetteranno alla fine dell’anno) e non 3. Ribadisco che la sospensione è cautelare e momentanea ed è strumentale al procedimento sportivo e penale».
Nessuno degli «avvisati» lo ha avvicinato in questi giorni per «urlare» la propria innocenza e totale estraneità ai fatti. Nemmeno Paparesta, tanto difeso da Gussoni che, con l’aiuto di Pancalli, aveva fatto in modo di farlo rientrare nella lista Fifa dopo la sospensione: «Al raduno di Firenze la scorsa settimana tutti avevano urgenza di parlare con i propri legali e con le famiglie per rassicurarle. Paparesta era andato a Napoli per prendere le carte, poi l’ho sentito, ma quello che ci siamo detti sono fatti nostri...».
Esclusi da qualsiasi provvedimento («sono stati giudicati e assolti dalla giustizia sportiva nel primo processo e ora non sono emerse novità di nessun tipo») gli altri arbitri e assistenti in attività (13) nella lista dei 48 «avvisati». Così i fischietti De Marco, Dondarini, Messina, Rocchi e Tagliavento potrebbero già essere designati oggi in serie A.
Infine sulla famosa telefonata fatta dall’ex designatore Bergamo all’arbitro Rosetti nell’intervallo di Lazio-Fiorentina del 2005, Gussoni ha minimizzato: «Doveva denunciare il suo capo per averlo chiamato? Certo una chiamata nell’intervallo di una partita non è una cosa abituale. Io non l’ho mai fatto né prima, né durante, né dopo un incontro». Oggi a Teramo l’Aia consegnerà 60mila euro alle famiglie di Raciti e Licursi.