«Schegge d’autore» mette in vetrina i migliori atti unici

Laura Novelli

Festeggia il suo sesto anno di vita la rassegna «Schegge d’autore» che, diretta da Renato Giordano e organizzata dallo Snad (Sindacato Nazionale Autori Drammatici), si «sposta» proprio questa sera dal teatro Tordinona (sala dove è stata inaugurata il 2 maggio) al Colosseo, preparandosi ad ospitare un folto gruppo di «atti unici» firmati, tra gli altri, da Valentina Galli, Pierpaolo Mocci, Alessandro Moser, Francesca De Rossi, Gabriele Bonazzi.
La formula è quella di sempre: il pubblico assiste, ogni sera, a diversi «corti» teatrali che, replicati per tre date consecutive, vengono sottoposti al giudizio di una giuria chiamata a decretare un vincitore (la premiazione è fissata per il 26 maggio al Tordinona). Quest’anno tra i titoli in programma figura pure (fuori concorso) l’ultimo lavoro dello stesso Giordano, «La scimmia e la farfalla», seconda parte di una trilogia ambientata a Bangkok e dedicata al drammatico tema del turismo sessuale.
Ovviamente, al di là degli esiti della gara, la manifestazione è particolarmente significativa perché permette di saggiare quanto di nuovo circola sul fronte della drammaturgia italiana contemporanea e di sdoganare autori giovani o ancora sconosciuti, portando alla superficie le tematiche e le tensioni più diffuse.
Per esempio, i nomi citati sopra, in cartellone da domani a venerdì, presentano testi molto diversi l’uno dall’altro che sembrano puntare tutti, però, sul confronto umano e sui legami affettivi.
«Sorelle» della Galli è un dialogo/scontro a due voci; «Bersaglio mobile» di Mocci parla di amicizia (o di una presunta tale); «La ruota del criceto» di Moser descrive la claustrofobia di una reclusione/convivenza forzata; «La diagonale» della De Rossi fotografa disagi sentimentali e generazionali; «La disdetta» di Bonazzi possiede l'amarezza delle delusioni più acri. Questa sera, infine, è previsto uno spettacolo-evento di poesia.