Schering vola dopo l’offerta della Merck

da Milano

Grandi manovre nella farmaceutica tedesca. La Merck di Darmstadt ha annunciato un'offerta da 14,6 miliardi - la più aggressiva nella storia dell’industria farmaceutica in Germania - sulla rivale Schering. Immediati i riflessi sul titolo, balzato a 84,59 euro (più 26,52%). La Merck, che offre 77 euro per azione, intende rilevare l'intera società concorrente, per diventare, se l'operazione andrà in porto, il numero uno tedesco del settore e il numero 14 a livello mondiale. Dal matrimonio nascerebbe infatti un gruppo da 11,2 miliardi e si tratterebbe per la Germania - la cui importanza nel settore è stata ridimensionata negli ultimi cinquant'anni - del primo mega merger dal 1998, quando Hoechst si fuse con Rhone-Poulenc per creare Aventis. Schering però ha già respinto il prezzo come troppo basso: «Non raccomanderemo ai nostri azionisti di aderire», ha detto l'amministratore delegato Hubertus Erlen. E da Milano il presidente di origine italiana del board Schering, Giuseppe Vita, ha ammesso che al momento non c'è un cavaliere bianco ma ha espresso la convinzione che potrebbe «presto bussare», citando «valutazioni indipendenti» molto più elevate fino a 90-100 euro. I vertici di Merck, al contrario, si dicono fiduciosi di arrivare a un accordo, lasciando intendere che gli azionisti di riferimento di Schering non condividono l'atteggiamento ostile del cda, e smentiscono l’esistenza di un piano di tagli. Il direttore finanziario di Merck Michael Becker ha detto che i soci voteranno sull'offerta a fine marzo e che, una volta avuto il via libera delle autorità, l'operazione potrà partire per concludersi verso metà maggio. L'acquisizione - condizionata al raggiungimento del 51% Schering - sarà finanziata con mezzi propri, debito e liquidità e la stessa famiglia azionista verserà un miliardo.