Scherzi alle ambulanze e sos inventati ci costano 140mila euro

Il 118 bersagliato da 5mila falsi allarmi ogni anno Il picco d’estate. Prime denunce per procurato allarme

Bambini che giocano con il cellulare, bravate di ragazzini. Un messaggio del fidanzato appena lasciato che minaccia la ex di buttarsi di sotto. E scatta la chiamata al 118, magari fin troppo premurosa. Tra i falsi allarmi e gli scherzi sono 13 le ambulanze che ogni giorno escono a vuoto. In un anno si contano 4.680 uscite senza sos e una mole di lavoro enorme, che forse si potrebbe risparmiare. Se nel registro delle uscite dei mezzi di soccorso venissero depennate tutte le chiamate fasulle tra le oltre settecento giornaliere, allora il 118 risparmierebbe circa sei mesi di lavoro all’anno. Cioè potrebbe paradossalmente lavorare con la metà dei mezzi e abbattere alcuni costi. Se invece vogliamo prendere in considerazione l’aspetto economico, le cifre restano comunque alte: ogni uscita di ambulanza costa circa 30 euro e quindi, senza gli scherzi si risparmierebbero oltre 140mila euro l’anno. «Ovviamente - spiega un operatore - non possiamo trascurare una richiesta di aiuto, anche se poi magari il nostro intervento si rivela inutile». Tenendo conto della buona fede di tanti, gli scherzi puri, quelli fatti per il puro gusto di prendersi gioco dei volontari, restano comunque una decina al giorno. Una follia contro cui il 118 sta cercando l’antidoto: negli ultimi mesi sono scattate le prime denunce alla polizia per procurato allarme.
C’è anche un’altra moda, assolutamente malsana. Gli scherzi di chi finge un malore in alta quota e chiama l’elicottero di soccorso. Ogni decollo costa almeno 20mila euro.