«Scherzi» telefonici ai carabinieri Due ragazzi finiscono nei guai

Da una cabina pubblica fanno «impazzire» militari e vigili del fuoco: denunciati per procurato allarme

«Cosa c’è di grave? Voi non avete mai fatto scherzi telefonici in vita vostra?».
Così si sono giustificati i due ragazzi davanti ai carabinieri della compagnia di Corsico che, l’altra notte, li hanno denunciati per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme a Rozzano. In meno di un’ora, tra le 3 e le 4, infatti, i due amici - uno studente sedicenne e un disoccupato di 22 anni - hanno segnalato, da una cabina telefonica di un quartiere popolare di Rozzano, in via Peonie, ben quattro falsi allarmi, tutti lì, nella loro zona. Facendo letteralmente impazzire vigili del fuoco e carabinieri.
Al centralino del 112 e del 115, infatti (in ordine di tempo, ndr) sono giunte prima una telefonata che segnalava delle auto incendiate (i pompieri sono arrivati con due autobotti, ndr), poi una persona rimasta bloccata in ascensore (confidando sul fatto che, molto spesso, vigili e carabinieri realmente intervengono in quel quartiere, pieno di stabili Aler, perché gli ascensori si bloccano con le persone dentro, ndr), quindi un altro incendio, stavolta in un palazzo e, infine, un bimbo bloccato di nuovo in ascensore.
Da quest’ultima telefonata i carabinieri della compagnia di Corsico, corsi in aiuto a quelli della stazione di Rozzano, sono risaliti alla cabina dalla quale provenivano le telefonate.
All'arrivo dei militari in via Peonie i due giovani erano ancora vicino della cabina. Prima hanno tentato la fuga; poi, bloccati dai carabinieri e portati in caserma a Corsico, i due non ci hanno messo molto ad ammettere le loro colpe.
Gli stessi militari si sono stupiti nel trovarsi dinnanzi due ragazzi che non hanno per niente l’aria dei teppistelli da hinterland. I giovani, infatti, non solo non hanno mai avuto alcun problema con la giustizia, ma sono sempre stati considerati da tutti, nel quartiere di Rozzano dove vivono, due tipi decisamente tranquilli.
Mentre il ventiduenne è stato denunciato all’autorità giudiziaria, il più giovane, colpito dalle medesime accuse, è stato segnalato alla Procura dei minori.