SCHERZO COMICO All’insegna dell’Opera Buffa

L'umanità mette in piazza tutto il suo bagaglio di desideri, difetti e maschere. È quanto accade sul palco del CRT Teatro dell'Arte, da martedì a sabato, con lo spettacolo Querelle des Bouffons. In scena 'ICRA Project Teatro compagnia Michele Monetta e Lina Salvatore.
«Querelle des Bouffons ha avuto una gestazione piuttosto lunga - spiega il regista Michele Monetta - ed è nata studiando il lungo periodo che va dall'Atellana alla Commedia dell'Arte e sviluppata attraverso conferenze e studi; solo successivamente abbiamo deciso di montare un vero e proprio spettacolo, prendendo testi diversi risalenti al ’600 e al ’700 e legandoli attraverso una storia, quella di Isabella e dei personaggi che le ruotano attorno, che si muovono entrando e uscendo da porte immaginarie; ci sono Arlecchino, Pulcinella e Colombina, un capitano e un giovane, e perfino la figura astratta della musica che partecipa in qualità di personaggio».
Scherzo comico in chiave contemporanea, la Querelle des Bouffons, intreccia pantomima, prosa e canto, lavorando sulla tradizione Italiana della Commedia dell'Arte, dell'Opera Buffa e della pantomima ottocentesca di Deburau.
L'intricata ed appassionante vicenda che si svolge sulla scena è il risultato di una serie di intrecci. Di arie, giochi, scene e pantomime ma anche di storie d'amore vissute o desiderate dai protagonisti che si muovono tra amori tenuti segreti e imprese.
Non mancano fraintendimenti, lettere d'amore e perfino duelli, prima di approdare all'allegria del finale riconciliatore, unito ad un invito forse un po' malinconico al carpe diem, perché l'istante, prezioso e forse irripetibile, non vada perduto. Tradizione, ricerca e modernità si mescolano per creare qualcosa di nuovo.
«In numerosi punti abbiamo “tradito“ la tradizione. È accaduto nei costumi dei personaggi, in particolare in quelli di Arlecchino e di Pulcinella, che ricordano alcuni bozzetti di maschere disegnate da Picasso e da Severini».
Sul palco però non aspettatevi solo i personaggi con le loro vicende. «C'è in scena la grande profondità dell'uomo e il valore delle maschere, che nascondono il volto mettendo in moto qualcosa di inconscio. L'uomo nell'antichità usava le maschere per entrare in contatto con il mondo del mistero, perché indossarle significa coprirsi il volto per diventare altro».
Anche per questo motivo nella Querelle des Bouffons non c'è spazio solo per la risata, se non a braccetto con la riflessione. «Perché il gioco non è uno scherzo, ma uno strumento per capire, che contiene in sé il senso stesso della ricerca».
Querelle des Bouffons
CRT Teatro dell’Arte, da martedì, ore 21, info 02-89011644, ingresso 18 euro