Da Schiaccianoci a Don Chisciotte La danza è nel nome di Nureyev

Elsa Airoldi

da Milano

Come sempre la Scala punta quasi tutto su opera, sinfonica e cameristica. Inseguendo una vocazione internazionale che, nell’era Lissner, sta diventando planetaria. Per la danza solo un cenno, sebbene sia presente il responsabile del relativo dipartimento Frédéric Olivieri. Tuttavia viene distribuita la programmazione. Potrebbe essere più consistente, anche se quello che c’è è solido e dignitoso. Fuoco d’artificio di un Gala des Etoiles a parte, il nucleo portante è costituito dai tre classici versione Nureyev. Sono Schiaccianoci, Bella Addormentata e Don Chisciotte. Schiaccianoci è una lettura del 1968 per il Teatro Reale di Stoccolma entrata nel repertorio della Scala l’anno successivo con Rudy Principe e rivisitazione in chiave psicoanalitica realizzata con stile da libro di fiabe inglesi. La Bella, ancora grande stagione tardo-romantica è una interpetazione agile e godibile operata per la Scala, Carla Fracci e se stesso nel 1966. Anche qui viene approfondito il coté psicologico, realizzato appieno nell’assolo premonitore del principe. Un regalo di Rudy alla sua nostalghia. Don Chisciotte è una versione del 1979 per Zurigo entrata alla Scala nell’80. Un ritorno anche quello di Roland Petit, che arriva con un nuovo allestimento di Pipistrello. Versione danzata delle celebre operetta straussiana. Sempre in cartellone Il Sogno di Balanchine, un titolo anche diventato il meglio in fatto di esportazione da quando, nel 2003, Olivieri lo consegnò alla Scala in esclusiva europea. Il nuovo si chiama John Neumeir e Angelin Preljokaj. Nomi portanti della coregrafia contemporanea già entrati in repertorio l'uno in occasione della Serata Ravel 2003 e l’altro con la fulgida Annonciation. Neumeier è previsto con il suo importante Die Kameliendame, La dame aux camélias su musiche di Chopin. Balletto montato nel 1978 per Stoccarda e la sua musa Marcia Haydée. Preljokaj con un nuovo allestimento di Le Parc, titolo del 1994 per l’Opéra di Parigi. Sui movimenti lenti di tre concerti mozartiani una coppia ripercorre la propria vita: vent’anni, quaranta, sessanta... Tra gli ospiti Alessandra Ferri, Svetlana Zakharova, Aurélie Dupont, Robert Tewsley, Roberto Bolle, Massimo Murru.