Lo «Schiaccianoci» e una tradizione che va rispettata

Da martedì all’Opera in una versione semi-integrale il balletto musicato da Ciaikovskij

Uno dei più grandi coreografi del novecento, George Balanchine, scrisse: «Lo Schiaccianoci è un dono della danza per chiunque ami l’elemento magico del teatro: ha un incanto perenne che non dura soltanto i giorni di Natale, ma tutto l’anno». Eccolo, dunque, il titolo che chiude la stagione 2005 dell’Opera accendendo, contemporaneamente, le luci di un ideale albero di Natale che trasporterà il pubblico nel periodo più magico dell’anno. Lo Schiaccianoci, cult del balletto classico in due atti e tre scene - libretto di Petipa, tessuto coreografico di Ivanov, e musiche di Ciaikovskij - debutta il 13 dicembre all’Opera. Per questa nuova versione coreografata da Jean-Yves Lormeau, e curata drammaturgicamente da Beppe Menegatti (scene e costumi originali sono di Luisa Spinatelli), è stato chiamato a dirigere l’orchestra dell’Opera di Roma il maestro Dieter Rossberg. Lo Schiaccianoci è considerato, insieme con Il lago dei cigni (1895) e La bella addormentata nel bosco (1890), uno dei balletti fondamentali del XIX secolo. Lo interpretano le étoile Laura Comi, Mario Marozzi, Agnes Oaks, Thomas Edur, Gaia Straccamore, Riccardo Di Cosmo, e, naturalmente, lei, Carla Fracci che nella nuova messa in scena indossa l’abito della Grand Mère.
Costumi soffici e tinte pastello, scene che danno vita a un grande sogno di tulle, riapertura a vecchi tagli che avevano penalizzato altre edizioni (vengono ripristinati la danza degli zufoli, l’arrivo nel regno dei confetti, il quadro-defilé del circo) questo allestimento è quasi una versione integrale dell’opera ispirata a un racconto di E.T.A. Hoffman (1816) reinventato da Alexandre Dumas, anche se della coreografia di Ivanov resta solo il pas de deux della fata confetto con il cavaliere. Si narra la storia di una bimba di Norimberga, Clara, che festeggia la vigilia di Natale in famiglia. Tra gli invitati c’è il signor Drosselmeyer, un po’ mago un po’ giocattolaio, che regala alla bambina uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino. A mezzanotte, quando gli invitati se ne vanno, Clara si addormenta stringendo al petto il suo balocco e precipita in un sogno fantastico. Presentato per la prima volta al Teatro Marijnsky di Sanpietroburgo nel 1892, il debutto sulla scena capitolina del celebre Schiaccianoci risale al 7 maggio del ’53 con balletti ideati da Boris Romanov. Info: 06.481601/06.4817517.