Schiaffo a Chirac: sarà Londra a ospitare le Olimpiadi del 2012

Lorenza Amuso

da Londra

Neppure i bookmaker britannici, che di rado sbagliano un pronostico, ci credevano. Come se le Olimpiadi 2012 fossero state già assegnate altrove. Invece, con una rimonta sul filo di lana, e soli quattro voti a favore, è Londra a spuntarla su Parigi. Uno schiaffo per la Francia, una vittoria inattesa, clamorosa, storica per la Gran Bretagna, che iscrive la sua capitale nella storia olimpica come la prima città a ospitare tre edizioni dei giochi. Mentre Parigi, Madrid, Mosca e New York - le quattro sconfitte - abbozzano complimenti di prassi, Trafalgar Square, punteggiata dalle bandiere dell’Union Jack, esplode di gioia. «Thank You London, Thank You UK», questo il trionfalistico nome scelto per la kermesse che ha scandito le ultime ore prima dell’annuncio del Cio (Comitato olimpico internazionale).
Diecimila persone davanti a due maxischermo in collegamento da Singapore. Maliziosa scaramanzia o innocua coincidenza, gli organizzatori hanno scelto proprio la piazza dedicata alla celebre vittoria navale sui francesi per la vigilia più attesa. E l’ammiraglio Nelson, dall’alto della sua statua, ancora una volta non li ha delusi. Dopo l’esibizione della flottiglia militare aerea nei cieli londinesi, è stato il momento dei commenti ufficiali. Il primo a prendere la parola, in collegamento dall’Asia, Sebastian Coe, capo del comitato promotore londinese. «È la migliore opportunità per fare quello che abbiamo sempre sognato per lo sport britannico».
Una clamorosa rivincita per l’ex mezzofondista, conservatore di lunga data ma bollato da Margaret Thatcher come «un giovane che non sa nulla di politica dello sport». Esaurita la frenetica due giorni di lobbying, al fianco di David Beckham e Sir Steve Redgrave, il primo ministro Tony Blair si trovava già a Gleneagles per il vertice del G8 al momento dell’annuncio. «È un grande momento per Londra. Sono elettrizzato. Ma io non me la sono sentita di seguire l’annuncio in diretta, era troppa l’emozione», ha detto il premier, Sottolineando l’identità «multiculturale, multietnica, multireligiosa, internazionale» di Londra, Blair ha giustamente rimarcato la «vittoria di squadra».
Più delle sue avversarie, il Regno Unito - in tutte le sue componenti, dalla Famiglia Reale alla politica, dalla grande finanza agli amministratori locali, media e cittadini - ha sostenuto con convinzione la candidatura, anche quando sembrava ormai compromessa. Cosi, dopo le felicitazioni della regina, il rialzo generalizzato della Stock Exchange e la nomina di Tessa Jowell a Ministro con funzioni speciali per i Giochi Olimpici, l’attenzione si è spostata sulla macchina organizzativa, che già da oggi è al lavoro. Due gli inderogabili obiettivi: un sostanziale miglioramento dei trasporti e la riqualificazione della Lower Lea Valley, sede del Villaggio Olimpico.
Il governo ha stanziato circa 10 miliardi di euro per rafforzare sia i trasporti lungo la Manica sia le linee di collegamento dal centro alla zona olimpica (10 linee ferroviarie, 240mila passeggeri l’ora), mentre 1,15 miliardi di euro saranno spesi per la riqualificazione dell’East End e la costruzione del più grande Parco Olimpico della storia, che ospiterà nove discipline: 17.320 posti letto, uno stadio Olimpico da 80mila posti. Un investimento complessivo senza precedenti (13,2 miliardi di euro, tra pubblico e privato), di cui solo una parte, poco più di 3 miliardi di euro, servirà per coprire i costi organizzativi delle Olimpiadi.
Il resto del denaro sarà impiegato per ridisegnare il volto di Londra - «un’eredità per il futuro», l’ha definita Blair - a distanza di 100 anni dalla prima edizione britannica. Nel 1908 l’allora re Edoardo - ironia della sorte - si fece aiutare proprio dalla Francia per costruire alcuni impianti. Ventidue nazioni presenti, 2.035 atleti, e un eroe, Dorando Petri, vincitore morale della maratona. Il bis, dopo la II Guerra Mondiale, nel 1948. Nella prima edizione trasmessa sull’etere, aperta da Re Giorgio VI a Wembley (59 nazioni e 4.099 atleti). l’Italia scoprì il volto di Adolfo Consolini, campione olimpico nel lancio del disco, in seguito più volte primatista mondiale.