Schiaffo del Tar alla sinistra Nullo il bilancio del Comune

Accolto il ricorso di un consigliere Udc: le votazioni erano state irregolari. E la giunta ulivista deve correre ai ripari in fretta e furia

da Milano

La beffa, a un mese dal voto. Mentre il sindaco ulivista Paolo Zanotto spedisce nelle case dei veronesi il «Bilancio di mandato 2002-2007», 253 pagine a colori per spiegare agli elettori quanto ha fatto la giunta comunale in cinque anni, il Comune di Verona un bilancio vero non lo ha più. Ieri mattina i giudici del Tar hanno annullato il provvedimento che approvava la previsione per l’esercizio finanziario 2007 e per il triennio fino al 2009 - e quindi tutta la «finanziaria» comunale - accogliendo il ricorso presentato dal consigliere dell’Udc Alberto Benetti. La sentenza riguarda le modalità con cui il consiglio ha votato il bilancio, tra dicembre e gennaio. Modalità, spiegano i giudici del Tribunale amministrativo, che cozzano in maniera evidente con il regolamento consiliare stesso. Perché, in molti casi, gli emendamenti dell’opposizione non sono stati neppure messi al voto. È successo più volte al consigliere Benetti, una sorta di pasdaran del centrodestra in Comune, che sulla previsione di bilancio ha presentato - solo lui - 32 emendamenti. Il regolamento attribuisce infatti a ogni membro del consiglio comunale la facoltà di «presentare emendamenti e proposte di deliberazione già iscritte all’ordine del giorno», emendamenti che «sono posti in votazione secondo l’ordine di presentazione».
In 43 casi invece la maggioranza consiliare ha escluso non solo l’illustrazione e la discussione, ma anche la semplice votazione delle proposte di emendamento arrivate dai banchi della Cdl, anche se ritenute ammissibili. «È la prima volta in Italia che succede una cosa del genere - commenta il consigliere Udc -. La bocciatura della maggioranza, alla vigilia delle elezioni, da parte del Tar, che di solito fa come Ponzio Pilato e rimanda tutto alle calende greche, è clamorosa. È la prova che questa amministrazione non è in grado di governare la città». Ora la maggioranza proverà ad approvare un bilancio in fretta e furia. Il centrosinistra si è difeso motivando l’esclusione degli emendamenti di Benetti perché «ostruzionistici», espedienti per bloccare i lavori con la riproposizione degli stessi testi modificati in maniera quasi impercettibile. Ma anche qui il regolamento non supporta il blitz della maggioranza. Perché un articolo, citato nella sentenza del Tar, dice espressamente che gli emendamenti «emulativi o seriali» possono essere dichiarati inammissibili solo dal presidente del Consiglio. Proprio questo sostanzia la decisione finale dei giudici amministrativi: «Il Consiglio - si legge - non può surrogarsi al suo presidente impedendo che gli emendamenti siano posti in votazione. In dipendenza di ciò il ricorso va dunque accolto e, per l’effetto, la deliberazione oggetto d’impugnazione è annullata».