Schiamazzi sotto casa, Vendola si sveglia e cade

Svegliato nella notte dagli schiamazzi di alcuni giovani Vendola si è alzato di
soprassalto, si è precipitato fuori dalla camera da letto ed è caduto per le scale. Identificati alcuni giovani del Pdl. Claudicante in conferenza stampa

Bari - Svegliato nel cuore della notte dagli schiamazzi di alcuni giovani il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, si è alzato di soprassalto, si è precipitato fuori dalla camera da letto ed è, inavvertitamente, inciampato cadendo per le scale. Il risultato? Conferenza stampa un po' claudicante.

Schiamazzi sotto casa Vendola Alla fine sono dovute intervenire le forze dell'ordine. Schiamazzi e insulti nel cuore della notte a turbare il sonno del presidente della Regione Puglia. Una notte molto lunga e difficile per il leader di Sinistra e libertà il cui sonno sarebbe stato turbato da un gruppo di giovani del Pdl appostati proprio sotto l'abitazione presidenziale di Terlizzi. Dopo aver bussato più volte contro la porta ("con violenza"), i giovani avrebbero "insultato e molestato" il governatore pugliese che, spaventatosi, avrebbe lasciato il proprio giaciglio per cercare una via di fuga lungo le scale. La paura del "raid" e il sonno turbato hanno reso instabile Vendola che, nel precipiatrsi giù dalle scale, è inciampato e caduto. Il "raid" non ha tuttavia fermato il presidente della Puglia che, questa mattina, si è presentato (come da programma) alla conferenza di fine anno leggermente claudicante. "Non ho avuto una buona nottata - ha raccontato lo stesso Vendola all'inizio della conferenza stampa di questa mattina - perché alcuni giovani del Pdl hanno pensato bene di venire a molestare il presidente a casa sua immaginando che l’abitazione privata possa essere una specie di protesi della lotta politica". Insomma, una brutta nottata. A detta di Vendola: "antipatica". 

Il racconto di Vendola "E' stata una notte da incubo". Parola di Vendola che, intervistato dall'Ansa, svela di "aver avuto paura, ho pensato che fosse accaduto qualcosa a mia madre". "Dal video citofono - ha raccontato il governatore della Puglia - ho visto delle ombre, battevano i pugni contro il portone, sputavano, lanciavano volantini con scritte contro di me". Quindi la telefonata alle forze dell’ordine per chiederne l'aiuto: "Stavo scendendo le scale di casa di corsa, agitato per quello che stava avvenendo, e sono caduto facendomi male ad una gamba".