Schianto all’alba, due morti e mezza città in tilt

(...) Simone, 23 anni, un passato nelle giovanili del Milan, è un roccioso difensore centrale di oltre 1 metro e 90. Vive con papà Antonino, 49 anni, mamma Carolina, 47, in via Ponale 66, nell’appartamento sopra il bar che la famiglia gestisce da una quindicina d’anni. Ha una sorella, Lucia, 21 anni, sposata, con un bimba. La sua avventura di calciatore, dopo l’inizio in rossonero, prosegue sempre in serie D nella Pro Sesto quindi Pro Lissone, Lecco, Oggiono, Renate, poi l’ultima stagione a Merate. Anche Oscar, 22 anni, terzino di fascia sinistra, approda nella Pro Lissone, dove però si è fermato. Ha giocato anche sabato nello sfortunato incontro con il Treviglio perso per 4 a 0.
I due amici si incontrano domenica a Milano, per partecipare insieme a una festa in un locale pubblico. Simone porta Monica, nata 24 anni fa a Nuoro, dove il padre, maresciallo dei carabinieri, prestava servizio. Attualmente abitava a Vistarino, in provincia di Pavia, dopo il trasferimento del padre al comando provinciale, con i genitori e un figlio di sei anni. Finita la serata Lentini, insieme a Monica, con la sua Mercedes ML accompagna Oscar a Paderno Dugnano, dove vive insieme alla famiglia in via Trieste 24.
Sono circa le 5, il Suv imbocca la Milano Meda a velocità elevata. Poche centinaia di metri, poi all’altezza con via Minuziano Lentini si ritrova davanti una Land Rover condotta da Alessandro T., 37 anni, abitante in città, che procede a velocità regolare. Il giovane tocca l’altra vettura, che sbanda ma riesce a fermarsi contro il guard rail. Lentini invece perde il controllo della Mercedes che si rovescia, inizia a rotolare e finisce contro un albero. Una vera sfortuna: sulla sinistra c’è un ampio prato e se il Suv avesse evitato la pianta i tre ne sarebbero usciti malconci ma illesi.
Invece l’impatto è devastante, il fuoristrada si accartoccia e i soccorritori poi dovranno faticare parecchio per estrarre i tre corpi. Per Simone e Monica non c’è più nulla da fare. Oscar invece è ancora vivo, anche se pieno di fratture. Viene portato a Niguarda e indotto al coma farmacologico dai medici. È gravissimo ma dovrebbe cavarsela. Sotto choc ma illeso il conducente della Rover: uscito senza un graffio, ha anche rifiutato le cure mediche.
Per consentire i soccorsi è stato a lungo bloccato il tratto in uscita della Milano Meda, mentre nell’altra corsia gli automobilisti rallentavano per guardare cosa fosse successo. Ne è uscito un ingorgo pauroso che ha bloccato quasi tutta la zona nord di Milano. Un intasamento risolto solo verso mezzogiorno.