Schifani: chi ha vinto le elezioni deve governare Casini e Bersani: "Sì a sfiducia dopo la manovra"

Il presidente del Senato: "Chi ha vinto le elezioni ha il dovere di governare, serve stabilità". Il sottosegretario Reina, esponente dell'Mpa che ha lasciato il governo: "Ha ignorato il Sud". L'Udc chiede un gesto di responsabilità: "Il premier lasci". Maroni: "Lunedì incontreremo Berlusconi". Calderoli: "Governo bis o le urne"

Cuneo - "Chi ha vinto le elezioni ha il dovere di governare". Il presidente del Senato Schifani, interviene così da Cuneo per commentare la delicata situazione politica del momento.
"L’Italia chiede governabilità, sicurezza di prospettive, certezza di scelte, attuazione del programma elettorale che i cittadini hanno votato e di cui hanno pieno diritto- ha dichiarato Schifani- così come le forze politiche premiate democraticamente dagli elettori hanno il dovere di governare". Poi, invita a rimuovere contrasti, inutili contrapposizioni, ostacoli "perché rallentano la crescita e lo sviluppo del nostro Paese".

Diritti e doveri "Di fronte ai problemi quali l’occupazione soprattutto dei nostri giovani, la tutela del territorio così provato da calamità naturali, la necessità di un rigoroso controllo dei conti pubblici, gli italiani - ha sottolineato il presidente del Senato - chiedono governabilità, stabilità e rispetto della volontà democratica dei cittadini e per questo "abbiamo tutti il dovere morale di venire incontro a queste inderogabili esigenze, con spirito veramente costruttivo".

L'Mpa Intanto, dopo l'uscita dell'Mpa di Raffaele Lombardo dal governo, il sottosegretario Reina ha spiegato i motivi di questa scelta. "Tutti i grandi temi che riguardavano le condizioni dello sviluppo del Sud sono stati sostanzialmente ignorati - ha dichiarato il sottosegretario alle infrastrutture, il quale si è detto poi convinto che "questo governo è giunto al capolinea e ha esaurito la sua capacità di esprimere sviluppo in questo Paese".

Casini chiede un passo indietro "Berlusconi è chiamato a quel senso di responsabilità che lo deve portare, se c’è bisogno, a fare un passo indietro". Lo ha affermato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine del convegno sui 150 anni dell’unità d’Italia promosso dai Liberaldemocratici e a cui partecipano anche il presidente dell’ Api, Francesco Rutelli, e il leader di Futuro e libertà, Gianfranco Fini. "Una mozione di sfiducia al governo Berlusconi ci sarà, ma è l’ultimo dei problemi. Agli italiani non interessa ora sapere se ci sarà una mozione, quando verrà presentata e quanti la firmeranno. Ora serve un senso di responsabilità, perchè il Paese non può continuare a galleggiare". Sui tempi della sfiducia Casini è chiaro: "Prima bisogna approvare la legge finanziaria".

Bersani d'accordo sui tempi Il Pd è disposto ad aspettare l’approvazione della finanziaria prima di discutere la mozione di sfiducia al governo, ma solo se il centrodestra non cercherà di fare "melina". Lo dice il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. "Berlusconi adesso deve andare a casa. Di case ne ha, scelga lui, magari la più lontana delle quindici. Ora è proprio possibile che se ne vada a casa. Lui resiste, avremo settimane di combattimento. Ma cominciamo a dirci che siamo arrivati al punto. E se ci siamo arrivati, non è per le case a Montecarlo, dove il bue dà del cornuto all’asino in quanto a case, non è per il protagonismo di questo o quel leader di centrodestra, ma perchè questo governo non è in grado affrontare i problemi del Paese. Per due anni questo centrodestra si è avvitato sui problemi di una persona sola: lui. Per questo il centrodestra si sgretola e lascia Berlusconi in un vuoto d’aria. Sono gli stessi motivi che diciamo da due anni, ricordiamolo a chi ci fa le pulci".

La Lega temporeggia "Lunedì ci sarà un incontro con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e vedremo cosa succederà". Così il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha risposto a un cronista che gli ha chiesto cosa accadrebbe in caso di eventuali dimissioni dei ministri vicini a Futuro e Libertà. "Ci sono solo due alternative, o il voto, come ha sempre detto Bossi, o un Berlusconi bis, ma per entrambe occorrono gli attributi... La Lega li ha, altri mi pare di no" ha detto il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli commentando la situazione del governo. "Sento in queste ore un gran blaterare da parte di chi fa ipotesi, come fossero oroscopi, sul governo. Ma ci sono solo queste due alternative - ha spiegato il coordinatore delle segreterie leghiste - o si va al voto come ha sempre detto Bossi o si fa un Berlusconi bis. Ma per entrambe le scelte ci vogliono gli attributi. La Lega li ha sempre avuti e lo sta mostrando anche adesso, ma mi sembra proprio che siamo gli unici ad averli".