Schifani: "Craxi fu una vittima sacrificale"

Il presidente del Senato rievoca la figura del leader socialista: "Fu la vittima
sacrificale offerta per risolvere una crisi morale e istituzionale che riguardò l’intero
sistema politico". Il ricordo della figlia Stefania. Di Pietro alza la voce: "Osanniamo un delinquente latitante"

Roma - Dieci anni fa moriva Bettino Craxi. Oggi il leader socialista viene ricordato a Roma in un convegno incentrato sulla sua attualità politica. Sono presenti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alcuni ministri (Frattini, Sacconi e Brunetta), i sottosegretari Letta e Bonaiuti, numerosi parlamentari e giornalisti. La biblioteca del Senato non riesce a contenere tutti gli invitati ed è stata allestita un’altra sala al primo piano. A fare gli onori di casa il presidente del Senato, Renato Schifani.

Schifani: vittima sacrificale La seconda carica dello Stato ricorda che "Craxi per la sua cultura non concepiva la politica al di fuori dei partiti e, pur avendo più di ogni altro compreso le fragilità e la necessità di una riforma del sistema, ad esso rimase fino all’ultimo fedele". Il presidente del Senato cita "quel famoso intervento" pronunciato da Craxi il 2 luglio 1992 alla Camera: "Un forte richiamo alla responsabilità collettiva di tutti gli attori del sistema politico di allora di fronte alla crisi morale, istituzionale ed economica che toccava in quei giorni il suo momento più alto". "Una crisi - sottolinea Schifani - legata anche a fenomeni diffusi di corruzione della vita pubblica e che, come si vide negli anni seguenti, chiuse l’esperienza della Repubblica dei partiti, segnandone la fine. Una crisi che vide offerta, da un ceto politico intimorito ed esausto, come vittima sacrificale, la figura dello statista che qui oggi ricordiamo".

Aggressione non solo morale "E da qui l’aggressione (non solo morale), il processo, la condanna, la forte determinazione a trascorrere gli ultimi anni di vita all’estero e la morte che lo colse in terra straniera". Schifani conclude: "Ritengo che gli anni trascorsi ci consentano di esprimere oggi quel giudizio storico più sereno e obiettivo che quei momenti drammatici ormai lontani non consentirono di dare".

Il ricordo di Stefania Craxi Commovente il ricordo della figlia dello statista scomparso, il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi: "Ha cambiato la cultura del Paese opponendo la cultura democratica e liberale contro l’egemonia comunista. Forse la tragedia di Craxi è tutta qua". Fra i suoi principali titoli di merito la figlia ha ricordato la ridefinizione del Concordato, portata avanti nel silenzio del Pci e mal sopportata dalla Dc e da Giovanni Spadolini. "Il capolavoro di Craxi - ha poi osservato Stefania - è il risanamento economico. Quando andò al governo l’inflazione superava il 16%" e il risanamento Š stato finanziato con il condono edilizio dell’epoca. Stefania Craxi ha poi ricordato l’ambizione del padre di riformare la Costituzione. "È del ’78 il saggio su l’Avanti! dove proponeva la Grande Riforma. Cercò tutta la vita una maggioranza per fare la grande riforma. Non so quante altre idee siano passate nella mente di un uomo che all’Italia dedicava ogni ora del giorno e della notte".

L'Idv insiste: vergognosa beatificazione "È davvero una vergogna la beatificazione di un pregiudicato in una sede istituzionale". Commenta così il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, la cerimonia di commemorazione di Craxi. "Sono davvero addolorato per quanto sta avvenendo in questi giorni e per il cattivo esempio che la classe politico-istituzionale sta dando ai nostri giovani esaltando la figura di un uomo controverso che la storia non ha ancora giudicato, mentre lo ha condannato la magistratura indipendente".

Cossiga: uomo coraggioso e leale Il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, in una lettera ricorda Craxi: "Fu un uomo coraggioso e leale. Leale nelle alleanze internazionali, fu custode della sovranità nazionale. Le parole del Capo dello Stato esprimono con rettitudine i sentimenti che tutti dovrebbero condividere".

Berlusconi non parla Il premier ha ascoltato tutti gli interventi della prima parte della cerimonia intrattenendosi per circa un’ora in sala ma, invitato dal moderatore a parlare, il presidente del Consiglio ha rifiutato con un cenno della mano. Da Berlusconi, invece, un caloroso abbraccio alla figlia di Craxi al termine del suo intervento. E strette di mano e sorrisi a quanti lo hanno avvicinato, prima che lasciasse la Biblioteca del Senato diretto a Palazzo Grazioli. "Con la sua presenza ha detto Stefania Craxi - Berlusconi ha voluto onorare ancora una volta il suo amico Bettino".

Il premier saluta Del Turco "Come stai? Ho molto sofferto per te". Lo ha detto Berlusconi rivolgendosi a Ottaviano Del Turco. Il Cavaliere ha salutato l'ex governatore dell'Abruzzo con un abbraccio informandosi sul suo stato di salute dopo le note vicende giudiziarie.

Bobo Craxi: lettera come messaggio alle Camere "Il Capo dello Stato ha inviato una lettera ad Hammamet, ma è come se avesse inviato un messaggio alle Camere". Con queste parole Bobo Craxi commenta, a margine della manifestazione per il decennale della morte di suo padre, la lettera di Napolitano alla famiglia Craxi. Bobo ricorda ciò che Bettino gli disse nel 1994: "Ci vorranno almeno 15 anni prima che la ruota giri, prima che le coscienze si aprano". 

Commemorazione ad Hammamet  Il Psi di Riccardo Nencini, con la signora Anna Craxi, ha commemorato questa mattina il leader socialista scomparso nel giorno esatto del decennale della sua morte. "Il messaggio di Napolitano - afferma Nencini - riconcilia l’Italia migliore con una bella storia del novecento italiano. La bella storia è la storia del Psi e del suo segretario che nel novecento hanno reso l’Italia più libera. Oggi - cocnlude Nencini - è anche il centesimo anniversario della morte di Andrea Costa, primo parlamentare socialista".

Di Pietro: osanniamo un latitante "In questo momento non si sta dando una lettura più serena di quegli anni, ma più falsa e più distorta". Lo ha detto il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, replicando a chi gli chiedeva della lettera che Napolitano ha inviato ieri alla vedova di Craxi e delle celebrazioni di questi giorni per il decennale della morte del leader socialista. "Per questo - ha aggiunto - questa mattina siamo andati a portare dei fiori sulla tomba del padre di Sonia Alfano, ucciso per far arrestare i delinquenti mentre qui osanniamo un delinquente latitante".

La dura replica di Capezzone "Se non parlassimo di Di Pietro e dei suoi militi, ma di altri, potremmo definire empi i loro insulti e il loro odio contro un leader scomparso e contro una persona che non c’è più. Ma non è il caso di scomodare l’empietà per Di Pietro". Lo afferma in una nota il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. "È sufficiente dire che Craxi fu un gigante - prosegue - e così sarà ricordato, mentre Di Pietro è e resta uno gnomo".