Schifani: "Il governo è scelto dagli elettori, non dal Palazzo"

Il presidente del Senato ribadisce quanto già espresso da Fini: "Non vedo sbocchi a governi diversi da quella che è stata
la volontà elettorale". La Russa: "Impossibile che la Consulta smentisca se stessa". Verdini: "Non si ribalta il voto popolare"

Roma - In attesa di conoscere il verdetto della Corte costituzionale sul lodo Alfano, il centrodestra si compatta intorno al presidente del Consiglio. La tesi unanime è questa: niente nuove elezioni in caso di bocciatura dello scudo. Dopo Fini, che ieri aveva ribadito che la maggioranza è quella delle urne, arriva l'alzata di scudi del presidente del Senato, Renato Schifani: "I governi li scelgono gli italiani. Ecco perché non vedo, al di là degli esiti della Corte costituzionale, sbocchi a governi diversi da quella che è stata la volontà elettorale". Qualunque sia la decisione della Consulta sul lodo Alfano, Schifani ha invitato la politica a "essere meno chiassosa, più riflessiva e attenta ai contenuti delle proprie proposte e alla sensibilità dell’opinione pubblica che vuole scelte chiare".

La Russa "È impossibile che la Corte smentisca se stessa. Non prendo neanche in considerazione una tale ipotesi". Ignazio La Russa non pensa affatto che la Consulta possa bocciare il lodo. Si tratterebbe di "una decisione politica più che giuridica", osserva il coordinatore nazionale del Pdl che ricorda come il governo, con il provvedimento che tutela le quattro più importanti cariche dello Stato, abbia ascoltato i consigli della Consulta tenendo presente la sentenza del 2004 sul lodo Schifani. 

Verdini "Ipotizzare la caduta del governo o il ritorno alle elezioni non esiste". È quanto sottolinea un altro dei coordinatori del Pdl, Denis Verdini. "Non si ribalta il voto popolare, un voto che è stato reiterato, l’ultima volta alle scorse Europee". In ogni cosa, se la Corte dovesse muovere appunti al Lodo, "si può sempre tornare in Parlamento e ridiscutere il problema". Ovviamente, conclude, tutto dipenderà dal tipo di considerazioni che farà la Consulta. 

Cossiga Se la Consulta boccerà il lodo Alfano "sono sempre più convinto che l’unica via sarebbe seguire il precedente del governo Fanfani del 1987: Berlusconi dovrebbe avere il coraggio di farsi votare contro e di sfidare il capo dello Stato a fare un nuovo governo da bocciare per così andare alle elezioni". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. "Con le elezioni anticipate - conclude Cossiga - si vedrebbe secondo la democrazia dei numeri chi ha il consenso democratico del popolo che non si esprime con teoremi o sondaggi ma con il voto".

Latorre "Se il governo cadesse, non dispiacerebbe ma non mi pare che questo sia all’ordine del giorno. Adesso, la cosa migliore che può fare l’opposizione è quella di concentrarsi sulle battaglie parlamentari, piuttosto che esercitarsi in improbabili scenari, se non altro per ragioni di scaramanzia". Lo dichiara il vice capogruppo del Pd al Senato, Nicola Latorre, in un’intervista a Liberazione. "Di esecutivi si parla quando si aprono le crisi: le auspicherei ma non mi pare ce ne sia una all’orizzonte".