Schifani, Natale con i nostri soldati a Herat "Non resteremo in Aghanistan a vita"

Il presidente del Senato: ""L'obiettivo di questa missione è quello di rendere
l'Afghanistan autonomo, indipendente e democratico. Questa è la nostra
priorità". Poi aggiunge: "Siamo fieri del nostro impegno
internazionale. Per tutto questo abbiamo pagato un prezzo alto. Ma ce la stiamo facendo". "Vi porto la vicinanza del Capo dello Stato"

Herat - Il presidente del Senato Renato Schifani è giunto ad Herat per una visita al contingente italiano in occasione del Natale. Schifani è accompagnato dal sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto. Nella regione di Herat opera attualmente la Brigata Alpina Julia, oltre ad uomini di svariate altre unità delle forze armate italiane, per un totale di circa 3500 militari, la stragrande maggioranza del contingente italiano.

I militari impegnati nelle missioni internazionali "sono il fiore all'occhiello del nostro Paese" Schifani, salutando, a Herat, i militari del contingente italiano. "Normalmente - spiega Schifani - la vigilia di Natale si passa in famiglia. Io la trascorro con voi perché voi siete la grande famiglia italiana che ci onora". "Non staremo in Afghanistan a vita. Se lo facessimo sarebbe il fallimento della missione" aggiunge, in un passaggio del suo saluto ai militari italiani ad Herat. "L'obiettivo di questa missione - spiega - è quello di rendere l'Afghanistan autonomo, indipendente e democratico. Questa è la nostra priorità". "Siamo fieri - puntualizza - del nostro impegno internazionale. Io sono estremamente soddisfatto, ottimista e orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto qui. Abbiamo portato infrastrutture, know how, formazione ed abbiamo contribuito a domare gli insorgenti. Per tutto questo abbiamo pagato un prezzo alto. Ma ce la stiamo facendo. Anche per questo vengo qui a esprimervi l'orgoglio, l'affetto e la vicinanza del Paese per dire grazie e buon Natale a voi che il Natale lo passate lontano dai vostri cari che, sono sicuro, sono con voi e di voi fieri come l'intero Paese".

Schifani ricorda che questa è la sua terza visita in Afghanistan. "Non è un caso. Voi state compiendo qui ed oggi una operazione senza precedenti. Avete pagato in termini di vite umane un prezzo altissimo, e il Paese non dimenticherà mai il dolore di chi è caduto lontano dall'Italia per tutelare la sicurezza internazionale e la democrazia non solo in Afghanistan ma anche a casa nostra". Per questo, secondo Schifani, i militari sono "il simbolo di un paese fiero, che porta nel mondo la nostra gloriosa bandiera tricolore". E alla truppa ha manifestato "il grande orgoglio" del presidente Napolitano. "Ieri mi ha ribadito la sua vicinanza a voi, e siamo fieri del suo impegno a tutela dei valori della Costituzione".

"A Roma la situazione politica è estremamente delicata, ma posso affermare con certezza, che nessuna forza politica si è mai differenziata nel sostenervi con passione in tutte le sedi perché abbiate il giusto supporto economico e politico": è quanto dice il presidente del Senato. "Prima di chiudere la seduta dell'aula del Senato, ho detto che mi accingevo a venirvi a trovare. Le mie parole sono state seguite da un grandissimo applauso di tutti i senatori, che si sono alzati in piedi per salutarvi tramite me. Un momento che mi ha commosso"