Schifani: "Il pacchetto non è stato blindato" L'Udc apre al confronto

Il presidente del Senato sulla scelta del governo di non porre la fiducia sulla manovra

Roma -  Il presidente del Senato Renato Schifani plaude alla scelta del governo di non porre la fiducia sulla manovra aggiuntiva ma auspica che da parte del governo e della maggioranza ci sia la disponibilità ad accogliere i suggerimenti dell’opposizione , in un clima di confronto costruttivo e di responsabilità. "Ho apprezzato la decisione del presidente del consiglio - dice Schifani - di non mettere preventivamente la fiducia, decisione confermata oggi da Tremonti. A questo punto confido che questa scelta si accompagni alla volontà di considerare la manovra come un cantiere aperto, dove possano essere prese in esame alcune proposte dell’opposizione in una logica di collaborazione tra tutte le forze politiche, sempre auspicabile ma tanto più necessaria in un momento di difficoltà dell’Italia e di molti importanti altri paesi come quello attuale". "Quando si chiedono sacrifici ai cittadini - prosegue Schifani - nulla è perfetto e tutto è perfettibile. Il confronto, quindi, è doveroso e utile per verificare se le ragioni degli altri contengano elementi che inducano a rivedere le proprie scelte iniziali. Il percorso parlamentare che stiamo tracciando assicurerà un esame tempestivo e non prolungato nel tempo della manovra ma consentirà anche la possibilità, sia in commissione sia in aula, di poter lavorare tutti insieme in modo costruttivo".

Casini: "Siamo aperti al confronto" "Dopo tre anni di inutili perdite di tempo e di patetiche rassicurazioni sulla condizione dell’Italia, nel pieno di una tempesta finanziaria mondiale, il Governo si è finalmente svegliato. Ma lo ha fatto tartassando i soliti noti che non evadono le tasse, il ceto medio e le famiglie, ed evitando quegli interventi strutturali di cui invece il Paese ha bisogno". È il commento del leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini sulla manovra varata dal governo. "Sembrano tuttavia parzialmente recepite alcune delle nostre indicazioni sulla tassazione delle rendite finanziarie (con l’esclusione di Bot, CCT e BTP), sui tagli alle Province e sull’accorpamento dei piccoli Comuni, sempre che tutto questo non si riduca all’ennesimo annuncio ad effetto - continua Casini - È un sacrificio immenso quello che il Governo chiede al Paese e a cui le forze di opposizione devono corrispondere con grande serietà e senso dello Stato". "La volontà espressa dal Presidente del Consiglio di non porre la fiducia su questo decreto ci impegna ad avanzare alla luce del sole, a partire dal Senato, le nostre proposte tese a rendere meno iniqua e ingiusta questa manovra", conclude Casini.