Schifani: "Lo Stato c'è". Saviano: "Aspettavo l'arresto da 14 anni"

Unanime il plauso delle forze istituzionali e politiche dopo l'arresto del boss dei Casalesi, Antonio Iovine. Schifani: "Le Istituzioni sono unite nella lotta al crimine e la cultura della legalità". Fini: "Mai abbassare la guardia". Bersani: "L'arresto non c'entra con la polemica tra Saviano e Maroni". Di Pietro sulla stessa linea: "No alle dietrologie, è una vittoria dello Stato"

Roma -  La notizia dell'arresto di Antonio Iovine viene colta con grande soddisfazione da parte della politica. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha inviato un telegramma al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per congratularsi. "Questo ulteriore e rilevante successo - scrive il presidente Schifani - conferma ancora una volta l’efficacia e l’impegno delle Istituzioni nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata di stampo camorristico". "Anche questa ulteriore cattura - prosegue Schifani - dimostra che lo Stato c’è, che le Istituzioni sono unite nella lotta al crimine e la cultura della legalità. E' nei fatti concreti e quotidiani il fondamento della nostra democrazia". Anche Roberto Saviano è molto soddisfatto, e commenta così: "E' una notizia che aspettavo da 14 anni".

Fini: plauso alle forze dell'ordine In un messaggio a Maroni, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha espresso grande soddisfazione. "La lotta alla criminalità organizzata -ha sottolineato Fini- è uno degli obiettivi primari cui tendere, senza mai abbassare la guardia, e incoraggiati dai numerosi successi raggiunti a difesa della democrazia e della legalità nel nostro Paese".

Bersani: arresto non c'entra con le polemiche "L’arresto di Antonio Iovine è un fatto positivo e non credo c’entri con la polemica Maroni - Saviano", ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Quanto alla richiesta del ministro dell’Interno di avere diritto di replica alla trasmissione Vieni via con me, "Maroni ha la possibilità tutti i giorni di parlare in tv, basta guardare i tg", ha aggiunto il leader del Pd. 

Di Pietro: non fare dietrologie L’arresto "non deve essere un’occasione per fare dietrologie", secondo il leader dell’Italia dei valori, Antonio di Pietro, che, in riferimento a chi "ha già accennato al fatto che questo arresto sarebbe stato fatto in risposta alla polemica tra Saviano e il ministro dell’Interno", afferma: «Non è affatto vero, sarebbe un’offesa alle forze dell’ordine, alla polizia e alle istituzioni, ma anche all’opposizione, perché nessuno si sognerebbe mai di tenere libero un latitante di quel calibro per un secondo in più del dovuto". L’arresto di Iovine è "una vittoria dello Stato e delle istituzioni", afferma Di Pietro a margine di un convegno dell’Idv a Roma.

Mantovano: liberazione nazionale "Quando fra qualche anno si ricorderanno i fatti realmente importanti accaduti nei giorni che stiamo vivendo - rileva il sottosegretario Alfredo Mantovano - non avranno posto le polemiche del nulla che animano le prime pagine dei giornali, ma l’opera di autentica liberazione nazionale, e in particolare del Sud, che viene svolta quotidianamente dalle donne e dagli uomini che appartengono ai corpi di polizia, coordinati dall’autorità giudiziaria e guidati dal ministro Maroni. L’arresto di Iovine è un ulteriore importante tassello in questa direzione".

Saviano: arresto che aspettavo da 14 anni "Aspettavo questo giorno da quattordici anni. L’arresto di Iovine rappresenta un passo fondamentale nel contrasto alla criminalità organizzata", dice lo scrittore Roberto Saviano in una dichiarazione all’Ansa. "Iovine è un boss imprenditore, in grado di gestire centinaia di milioni di euro. Ora - continua Saviano - spero che si possa fare pulizia a 360 gradi. Come dimostrato dalla relazione della Dia di oggi, bisogna aggredire il cuore dell’economia criminale, la Lombardia, dove le mafie fanno affari e influenzano la vita economica, sociale e politica".