Schiff cavalca l’onda dell’integrale

OPERA OMNIA Anche l’opera omnia di Beethoven e Brahms nei programmi della stagione in corso

Roma, ma non solo Roma, registra da anni una moda dilagante in campo musicale. Quella, cioè, di programmare esecuzioni «integrali» di qualsivoglia genere musicale (pianistico, violinistico, cameristico, sinfonico) di un musicista di gran nome. In questi mesi, alla Filarmonica è appena terminata l’esecuzione integrale della musica per pianoforte di Brahms affidata a Michele Campanella, e una nuova ne sta per cominciare, quella di tutta la musica per pianoforte solo di Mozart, che, proprio stasera, Andras Schiff avvia a Santa Cecilia.
Altre due integrali sono in pieno svolgimento e riguardano le 32 Sonate per pianoforte di Beethoven, affidate rispettivamente all’austriaco Till Fellner (per la Iuc) e a Giovanni Bellucci per l’Accademia di Francia (in maggio e giugno i prossimi appuntamenti; l’integrale, affidata a Bellucci, ha coinvolto altre sedi in Italia, e si concluderà il prossimo dicembre, dopo 15 concerti nel corso di un anno solare). Quest’ultima ha una particolarità che la rende per un verso interessante: le sonate si intrecciano alle trascrizioni pianistiche delle 9 Sinfonie beethoveniane ad opera di Franz Liszt.
E ancora. Dall’11 aprile al 28 giugno, in tre concerti, il Quartetto Bernini, per conto della Filarmonica Romana (nell’auditorium del Palazzo delle Esposizioni) prosegue l’integrale dei Quartetti per archi con pianoforte di Mozart, avviata nel 2008; e, fra maggio e giugno, Uto Ughi accompagnato dal pianista Aleksandar Madzar , per Santa Cecilia, presenta l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Mozart, in tre concerti. Semplice moda o lodevole consuetudine? Un tempo, le integrali, frequenti e condensate nell’ambito di una stagione, rispondevano alla sacrosanta domanda di far conoscere il repertorio, soprattutto quello meno praticato. Tale compito se l’è assunto successivamente il disco. Ma a questo punto, i concerti dal vivo che avrebbero dovuto fare un passo indietro, rinunciando a tale consuetudine non l’hanno fatto. E così le integrali proseguono senza posa; sono più spesso affidate ad interpreti stranieri classificandosi le medesime piuttosto sotto la voce «guiness della musica» Viene da domandarsi perché per ascoltare le dieci sonate beethoveniane che interessano al momento, si deve essere costretti ad ascoltarle una di seguito all’altra in tempi ravvicinati, con il rischio di indigestione, anzi di rigetto?
Oggi alle 20.30 . Auditorium. Sala Santa Cecilia. . Info: 06.8082058