Schiff virtuoso e intimista ci fa innamorare di Bartok

Mi piacerebbe molto qualche volta poter parlare di un concerto che abbiate ascoltato anche tutti voi. Specialmente in un caso come questo, per il gusto di aver sentito tutti una musica complessa e difficile che diventa tanto evidente e toccante, e tanto semplice e spettacolare insieme, da tenerci incollati all’ascolto, eppure non soggiogati ma liberi e leggeri. Andras Schiff ha suonato delle composizioni di Bela Bartok, il geniale autore ungherese del 900 alla Sala del Quartetto, alternandosi con il quartetto d’archi Mikrokosmos. Gli archi hanno interpretato con passione, slancio e forte senso natìo. Schiff è riuscito a fare del virtuosismo più sbalorditivo e del colloquio più intimo e quieto una cosa unica, indistinguibilmente. Il suono del suo pianoforte ha sempre una limpidezza miracolosa, ma si segue il discorso anche per la chiarezza esatta delle idee che diventano respiro. Sala piena, naturalmente, e festeggiamenti con richieste di bis, ma come a uno che ci abbia ospitato a casa sua.