Scholl canta il Settecento rivincita del controtenore

Si sa che i controtenori sono un’invenzione del XX secolo e delle multinazionali. Mai infatti tali voci maschili «in falsetto» che imitano quelle femminili, calcarono il teatro d’opera belcantistico. L’opera seria, nel ’700, era appannaggio dei castrati, strepitose «macchine per cantare». Ciò premesso, anche fra i controtenori troviamo ogni tanto musicisti di rango, capaci di «immascherare» la voce ad arte, di lavorare su tinte e accenti tantopiù quando un microfono li aiuti. Prendete, star del disco, il simpatico contraltista Andreas Scholl, qui alle prese con arie d’opera anche inedite scritte nella prima metà del ’700 per il celeberrimo castrato Senesino: Francesco Santi Bernardi da Siena, artista carissimo al Metastasio e caro, come da cd, a Scarlatti padre, Porpora, Haendel, Albinoni e Lotti. Nelle arie «di mezzo carattere» (Bel contento) la resa vocale è sciolta ed elegante. Il recitativo Pompe vane di morte è più musicale che dai forti accenti mentre il lamento Dove sei amato bene, salvo il colore stimbratino da cui i falsettisti non possono prescindere, ha un bel clima dolente. Dantone e l’Accademia Bizantina filano come un treno.

ANDREAS SCHOLL Arie del Settecento (Decca)