Schröder dovrà testimoniare sul ruolo degli 007 a Bagdad

L’opposizione vuole fare luce sulle voci secondo cui i servizi segreti avrebbero aiutato gli Usa nell’attacco a Saddam Hussein

Salvo Mazzolini

da Berlino

Ci penserà una Commissione parlamentare di inchiesta a chiarire quale fu il ruolo della Germania durante l'intervento angloamericano in Irak nel 2003. E quindi a eliminare o a confermare i sospetti secondo i quali l'allora governo tedesco, la coalizione rossoverde guidata da Gerhard Schröder e Joschka Fischer, avrebbe seguito una linea ambigua e poco trasparente: decisamente contraria alla guerra in Irak a parole ma al tempo stesso disponibile a fornire segretamente aiuti e informazioni di intelligence che avrebbero facilitato l'intervento militare contro Saddam Hussein.
Una linea che avrebbe lasciato spazio ad un doppio gioco volto ad accontentare l'opinione pubblica interna, ostile alla guerra, senza, però, guastare troppo i rapporti con l'America. A favore dell'insediamento di una Commissione di inchiesta si sono dichiarati tutti e tre i partiti di opposizione, Verdi, liberali e Partito di sinistra, i quali chiedono che l’ex cancelliere Schröder, l’ex ministro degli esteri Fischer e il suo successore Frank-Walter Steinmaier (socialdemocratico come Schröder) siano chiamati a testimoniare. L'accordo tra i tre partiti non è stato facile. In un primo tempo si opponevano i Verdi poiché c'è il rischio che dall'inchiesta possano scaturire particolari imbarazzanti per Fischer, la figura più prestigiosa del movimento pacifista.
Ma difficoltà sono giunte anche dai liberali favorevoli, sì, ad un'indagine parlamentare ma a patto che l'attenzione fosse rivolta più alla politica che al ruolo dei servizi di intelligence. Dopo quasi un mese di trattative tra i tre partiti, che solo insieme raggiungono il quorum necessario per l'insediamento della Commissione, i contrasti sono stati superati sotto la pressione delle continue rivelazioni, in gran parte di fonte americana, sul coinvolgimento di Berlino nella guerra contro il regime di Hussein.
Ufficialmente il coinvolgimento tedesco si limitava ad autorizzare il decollo dalle basi Usa in Germania degli aerei americani diretti in Irak e all'invio, dopo la caduta di raìs, di reparti nei Paesi del Golfo per addestrare la nuova polizia irachena. In realtà sarebbe andato oltre. Agenti dei servizi tedeschi si trovavano a Bagdad nell'aprile del 2003 ed avrebbero fornito agli americani notizie per individuare gli obbiettivi da colpire. Berlino ha ammesso la presenza degli agenti il cui compito, però, sarebbe stato solo quello di aiutare gli americani ad evitare bombardamenti su obbiettivi civili.
Sempre secondo la stampa americana, i servizi tedeschi avrebbero anche fornito agli americani i piani di Hussein per la difesa di Bagdad e successivamente avrebbero coperto i famosi voli fantasmi della Cia. Abbastanza per domandarsi da che parte stavano Schröder e Fischer durante la guerra in Irak.