Schröder favorevole a una tassa extra per i ricchi

Dal «dàgli all’untore» di manzoniana memoria al «dàgli al ricco» di marxiana filosofia. Convinto, o costretto a crederci dalla pressione della sinistra, il cancelliere tedesco Gerhard Schröder, socialdemocratico, ha annunciato in un’intervista tv andata in onda ieri di condividere la proposta avanzata da alcuni esponenti del suo partito di aumentare le tasse ai ricchi. Una mossa che lacera ulteriormente la Spd (numerosi e autorevoli gli esponenti contrari al prelievo aggiuntivo) e accentua, a detta di tanti, la debolezza politica del capo del governo, ormai in caduta libera sia nelle elezioni regionali sia nei sondaggi, e costretto a giocare la carta della disperazione: il voto politico anticipato.
E sempre ieri, giorno in cui si è incontrato a Washington con il presidente statunitense George W. Bush, Schröder ha fatto annunciare a Berlino dal proprio portavoce che venerdì prossimo egli chiederà la fiducia al Bendesta (la Camera bassa). Disponendo della maggioranza, il cancelliere prega i suoi deputati e quelli dei verdi, alleati della coalizione governativa, di votargli contro. Una procedura inconsueta, paradossale, che è stata criticata da costituzionalisti e che ha suscitato le perplessità del presidente della Repubblica, Horst Köhler.
L’elezione politiche, previste per il 18 settembre, dovrebbero, tranne un miracolo, avere un esito disastroso per Schröder. L’opposizione cristiano-democratica (Cdu-Csu) pregusta già il ritorno al potere. Per tentare di imperdirle di fargli le scarpe, il cancelliere punta ora anche sulla tassa extra per i ricchi. L’idea nasce nella sinistra socialdemocratica, allarmata dall’ultima inchiesta demoscopica, resa nota il 24 scorso: indica che il nuovo partito rosso, la Wasg (Alternativa elettorale per il lavoro e la giustizia sociale), è balzata al 10 per cento dei consensi, erosi alla Spd, crollata al 24. La Cdu-Csu è al 45. La Wasg, capitanata dall’ex comunista Gregor Gysi e dall’ex vice di Schröder, Oskar Lafontaine, accusa la Spd di avere svenduto gli interessi del tradizionale elettorato di sinistra.
Il prelievo diretto ai portafogli dei ricchi punta a colpire i redditi superiori ai 250mila euro per chi vive da solo e ai 500mila per chi vive in coppia. La percentuale dell’imposizione è ancora decisa, ma oscilla dal 3 al 5 per cento. Questa entrata suppletiva, ha detto il cancelliere, è destinata «a un impiego di mezzi per la ricerca e lo sviluppo, per l’istruzione». «Penso - ha aggiunto Schröder - che tante persone, le quali stanno meglio della media siano sufficientemente patriote da ammettere: dobbiamo contribuire maggiormente al futuro del nostro Paese». Forte il dissenso nella Spd. Il no più pesante lo pronuncia Wolfgang Clemens, numero 2 del partito e superministro dell’Economia.

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