È uno Schubert «da camera» ma sembra quasi una sinfonia

Il «Quartetto Bernini» con Brunello esegue il «Quintetto per Archi», tra i capolavori del compositore

Il connubio fra musica e luoghi d’arte, specie in Italia dove teatri, chiese e piccole sale sono veri e propri scrigni, è quasi del tutto normale. Ma anche nel caso di musei, non mancano esempi passati e presenti. Si va da intere stagioni ospitate in luoghi ricchi di arte - come, nel caso di Roma, il magnifico Oratorio del Gonfalone - a serate occasionali, spesso di musica d’avanguardia, ospitate in gallerie d’arte a forte vocazione sperimentale - come era, sempre a Roma, la galleria L’Attico di Fabio Sargentini che negli anni Sessanta ospitò concerti e happening di artisti notissimi, da Michelangelo Pistoletto a Philip Glass; e come la Galleria nazionale d’arte moderna ha fatto e continua a fare ospitando occasionalmente nei suoi saloni, musica per piccoli ensemble, spesso votati alla diffusione della musica contemporanea. La rassegna cameristica che intendiamo presentarvi ha luogo proprio qui, nella Gnam. Giunta al terzo anno - terminerà a marzo - si intitola «Les Fleurs Bleues» - il titolo è il medesimo di un’opera di Queneau, dove il colore blu sta a indicare la parte più misteriosa e insindacabile sia dell’animo umano che di ogni espressione artistica - è organizzata e retta in proprio da un bel quartetto d’archi italiano, il Quartetto Bernini, il cui nome avrebbe dovuto da subito suggerire la sua forte vocazione a interagire con le altre arti, ed è ospitata nella sala dell’Ercole. Ai valenti musicisti del Bernini (Marco Serino e Yoko Ichihara violini, Gianluca Saggini viola e Valeriano Taddeo violoncello) si unisce un secondo violoncello, un autentico fuoriclasse, Mario Brunello, per l’esecuzione di un capolavoro assoluto della letteratura cameristica, il «Quintetto per archi» in do maggiore D 956 di Schubert che occupa per intero il concerto, con la sua monumentale durata che raggiunge un’ora secca. I quattro robusti movimenti (Allegro ma non troppo - Adagio - Scherzo - Allegretto) che hanno fatto pensare a una sinfonia mascherata da un organico cameristico, si snodano lungo un percorso di sublime equilibrio fra il capriccioso e il patetico, arrivando a determinare, con rara efficacia, il clima di sincera e sofferta confessione che caratterizza questo Quintetto, che è fra le opere estreme del grande musicista.
Domenica 14 (ore 12). Ingresso libero. Prenotazioni: 06-32298328