Schultz è presidentedel parlamento europeo

Il socialdemocratico tedesco nel 2003 divenne famoso per un duro scontro verbale, in aula a Strasburgo, con l'allora premier italiano Berlusconi, che gli disse: "La proporrò per un film nel ruolo di kapò"

Il socialdemocratico tedesco Martin Schultz, 57 anni, è il nuovo presidente del parlamento europeo. Succede al conservatore polacco Jerzy Buzek. Resterà in carica per i prossimi due anni e mezzo. Schultz è stato eletto al primo turno con 387 voti. Dietro di lui deputati britannici, Nirj Deva (142 voti) e Diana Wallis (141 voti). Da tempo leader socialista a Strasburgo, subito dopo l'elezione Schultz ha annunciato di voler incrementare il "peso" dell'assemblea. Al contempo ha detto di voler lavorare per una maggiore integrazione europea e più potere politico, per meglio affrontare meglio la crisi finanziaria.

Lo scontro verbale con Berlusconi

Non possiamo dimenticare come Schultz passò agli onori della cronaca. Era il 2 luglio 2003 e a Strasburgo il parlamento era riunito per l'insediamento del semestre italiano alla presidenza dell'Unione europea. A un certo punto il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, precedentemente contestato, rivolse una frase di scherno al deputato tedesco: "Signor Schultz, in Italia c'è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò". Quelle parole non furono mai perdonate a Berlusconi, da parte dei suoi oppositori. E, ovviamente, Schultz divenne un mito per la sinistra italiana... Oggi, a distanza di nove anni, il tedesco nega che questa storia abbia in qualche modo influito sulla sua carriera politica. Ammette, però, di "convivere quotidianamente con questa storia". Ma, ora che ricopre un ruolo istituzionale a livello europeo, pensa di invitare il Cavaliere a Strasburgo? "Non credo che lui se lo aspetti - risponde Shultz -. Il mio interesse a incontrarlo è molto limitato ed altrettanto credo che sia da parte sua".

"Non lo avevo pregato di offendermi e ancora oggi non gli sono grato per averlo fatto - ha risposto Schultz a chi gli chiedeva se Berlusconi avesse aiutato la sua carriera politica - Non è uno scherzo se un capo di Stato definisce qualcuno un kapò. Quando successe, ero già capogruppo ed avevo già una carriera. Oggi non credo di essere stato votato per lo scontro con Berlusconi".

Votato probabilmente no, però una cosa è certa: da quel giorno di luglio Schulz finì di essere un grigio e quasi sconosciuto politico tedesco e divenne, nel bene o nel male, un "martire" dell'antiberlusconismo. Ed è difficile credere che questa notorietà non gli abbia giovato.