Schultze trascina Milano al successo Virtus ko raggiunta in testa da Siena

Oscar Eleni

Teste che girano, rotolano, mancano. Lo psicodramma della giornata cestistica che vede cadere per la prima volta una Virtus, rimasta, appunto, per infortuni, senza la regia di Travis Best e il cuore dello champagnino Di Bella, salva il fegato di David Blatt e una Benetton che si è comunque complicata la vita all'ora dell'aperitivo, uscendo vincente per grazia ricevuta, dopo aver avuto in mano un'avversaria rimasta senza fosforo, ma non senza la voglia di stupire e il piede di Mordente sulla riga non visto da arbitri ciechi per tutta la partita poteva costare tantissimo.
Virtus raggiunta in testa da Siena, tallonata dall'Armani che, a proposito di cervello, se lo è giocato in tante maniere, mente Fabrizio Frates spremeva, secondo noi, il massimo dal gruppo che gli hanno dato in mano, soprattutto dopo il risveglio di Marco Belinelli, 16 punti solo nel terzo quarto,31 alla fine, il sole rispetto alla poca luce che il gioco sincopato dell' Olimpia permette a Gallinari, per stupire un po' di agenti dell'Nba, ma certo non per sbalordire Maurizio Gherardini, vice manager a Toronto, l'uomo di Bargnani, che il Beli lo conosce bene e ieri se lo è goduto fra le teste coronate del Forum.
Notte per stupirsi davanti ad ogni cosa strana, la resurrezione di Nate Green, che, però, nella stessa partita ha fatto vedere a chi lo amava a Bologna, a chi lo apprezza oggi, perché la Fortitudo non è arrivata, l'anno scorso, al titolo. Notte da Sturmtruppen perché l'eroe diventa il tedesco Sven Schultze, e non è la prima volta, autore del tiro da 3 che riporta avanti Milano a 54“ dalla fine, dopo l'angoscia del meno 7 ad inizio dell'ultimo quarto, dopo aver visto il gigione Blair, tornato ieri sera a recitare nella maniera sbagliata regalare alla Fortitudo il quasi riaggancio dall'81-76 fermato a 2 minuti dalla fine: 5° fallo e tecnico. Thomas 2 su 2 Belinelli 1su 2, poi palla a Bologna che spreca proprio con Belinelli il pareggio raggiunto poco dopo, sui liberi da Titti Edney protagonista quasi sempre nel bene, anche se alla fine la testa di Kiwane Garris ha funzionato più della sua, dedicata esclusivamente a colpire e non ad allargare o costruire. Ci pensava proprio Garris a sparigliare, ma Edeney impattava di nuovo 83-83 a - 1'11“. Ed ecco Schultze, già determinante nel primo tempo, dare una spallata alla paura, ai fantasmi che ancora impediscono a Milano di emozionare, cominciando dal Bulleri che proprio non sente il ritmo del gioco collettivo,che inventa per sé e mai nel momento giusto.