Schumacher cade, Kirchen in giallo Oggi tappa breve ma piena di trappole

Tappa breve e impegnativa nella giornata di oggi, senza pianura ma con molti trabocchetti. Anche questa tappa rappresenta il nuovo corso imposto da patron Christian Prudhomme che in passato, essendo giornalista, ha commentato il Tour per France Télevision e oggi disegna la corsa per renderla appassionante agli occhi di chi la guarda in tivù. Insomma, basta con la prima settimana con tutte frazioni pianeggianti e con l’unico brivido dello sprint. Invece ecco una tappa corta ma tutt’altro che banale.
Negli ultimi 60 chilometri, ci sono due colli di seconda categoria da affrontare: quello dell’Entremont farà da antipasto e può stimolare negli attaccanti la voglia di mettersi in azione veramente sul Puy Mary, una salita lunga più di dieci chilometri, che inizia dopo un falsopiano molto impegnativo. È lì che Richard Virenque aveva attaccato per vincere la sua ultima tappa del Tour, a Saint-Fleurs nel 2004.
E come se non bastasse, gli organizzatori hanno predisposto una «trappola» a 9 km dal traguardo: si chiama cote de Saint-Jean-de-Donne ed è molto ripida. Se non dà la possibilità a un corridore di andarsene da solo, il gruppo dei migliori si giocherà la vittoria ad Aurillac su un rettilineo lungo e molto spettacolare. Questa zona si chiama Cantal, come uno dei più gustosi formaggi di Francia insieme al Salers, la sua versione invernale.
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