Schumacher: «Chiedo scusa ai tifosi»

Inatteso sfogo: «Ho un peso nel cuore, mi dispiace, eppure ho dato il massimo»

dal nostro inviato a Hockenheim

«Scusatemi». Nella sconfitta c’è una grandezza che bisogna saper tirare fuori, e per fortuna Michael Schumacher questa grandezza ce l’ha. Perché i cannibali delle piste, anche se lo pensano, mai pronunciano il faticoso concetto: «Scusatemi».
Un anno fa il campione del mondo sbagliò nel non cogliere il momento giusto per dire addio alle corse - e mai lo ammetterà - visto che avrebbe salutato il mondo che corre da ingordo dominatore come ieri ha invece saputo fare il collega cannibale Lance Armstrong. Ieri Schumi non ha però sbagliato nel cogliere il momento giusto per aprirsi e dire «scusatemi, ho un peso grande nel cuore che voglio tirare subito fuori. Mi scuso con tutti voi, che mi dispiace per come vanno e sono andate le cose, perché ho davvero dato il massimo, ma ora il massimo non è abbastanza».
Michael solo quinto dopo che prima Button e poi Fisichella al penultimo giro l’avevano spintonato giù dal podio, e Barrichello addirittura decimo, addirittura doppiato, fanno aprire il cuore persino al piccolo Napoleone di Maranello, a monsieur Jean Todt, di solito avaro nelle previsioni e nelle battute: «Se guardo alla classifica, potrei anche dirvi che la matematica non ci dà per sconfitti, ma lo spagnolo ha un tale vantaggio che nessuno può impensierirlo... neppure andando a Lourdes». Per la prima volta, apertamente, sia Schumi sia Barrichello sia lo stesso Todt ammettono che il problema è davvero e solo di gomme, «perché ci manca aderenza», ripetono all’unisono e «dobbiamo lavorare, lavorare perché l’anno prossimo il regolamento sarà lo stesso», aggiunge il capo francese.
Ma è la confessione di Schumi la novità di questa domenica storta. Dopo le scuse ai tifosi ferraristi, un giornalista tedesco gli confeziona un assist d’altri tempi: «Davanti al suo pubblico - gli chiede - ha dimostrato di voler combattere fino all’ultimo». «Non è difficile - è la risposta - quando entri nell’abitacolo... in fondo è quello che devi fare. Purtroppo, anche quando combatti devi saperti adattare alle circostanze. Può essere una sfida anche lottare con le armi spuntate, ma diventa tutto così difficile».
Per cui «scusatemi» e scusatelo. Schumi oggi è questo: forse più debole, forse più umano, di sicuro più vicino a tutti noi.