Schumacher: «Con la Ferrari a vita anche se arrivasse Raikkonen»

Contestazione dei tifosi a Monza. Il tedesco replica: «Per fortuna io non so leggere bene l’italiano»

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Monza

E sali sull’auto e scendi e spingi e frena e accelera. E poi entra nel box e poi esci dal box e sali e scendi di nuovo. Così, per tutto il giorno. Michael Schumacher si è dannato in quel di Monza a cercare soluzioni che portino lui e la Rossa fuori dal tunnel, ma i tifosi non devono averlo capito. Alcuni striscioni parlavano chiaro: «Kimi ti prego non andare alla Ferrari»; «Odio la Ferrari»; «Con Schumi finito, obiettivo mondiale fallito». Memoria corta e ingratitudine. «Per fortuna il mio italiano non è abbastanza buono da leggere quelle scritte. Trovo però normale che qualcuno dei nostri fan sia scocciato per i risultati... meno male che altri ci sono vicini sempre, anche quando le cose vanno male». Quindi l’annuncio: «Prima che parliate voi, ho qualcosa da dire io... riguardo a tutte le voci di questi giorni (la Germania dà Schumi vicino alla Mercedes, ndr): io sono molto felice di essere un pilota della Ferrari; come ho detto e ripetuto tantissime volte, non ho intenzione di ritirarmi, voglio restare qui il più a lungo possibile e non mi posso immaginare in nessun’altra squadra».
Perché, allora, tutte queste indiscrezioni?
«Me lo chiedo anch’io: certo, ho avuto incontri con Haug (capo Mercedes, ndr), ma siamo amici, ne ho avuti tanti anche in passato. Forse la Casa tedesca vuole mettere pressione alla Ferrari».
Però si dice che Raikkonen abbia già in mano un pre-contratto con la Ferrari per il 2007.
«Sarei sorpreso se fosse vero... D’altra parte, in giro c’è gente con grande immaginazione. E comunque, lo ripeto, il mio futuro dopo il 2006 non è ancora deciso».
Ma non ha ancora rinnovato.
«Perché voglio scegliere il momento giusto per farlo».
E accetterebbe un compagno come Raikkonen?
«Certo, anche perché non ho mai avuto problemi con i compagni né, tantomeno, li scelgo io».
Come si immagina il suo ultimo Gp?
«Non lo immagino. Benché sia chiaro che non ho ancora molti anni di attività davanti, è altrettanto chiaro che è difficile dire quando smetterò».
Sua moglie le ha mai chiesto di smettere?
«Se l’avesse fatto, adesso non sarei qui...».
Non ha il rimpianto di non essersi ritirato lo scorso anno, da vincente?
«Nel 2001 mio fratello Ralf mi disse: “Perché non ti ritiri adesso che hai tutto: soldi a volontà, successo, mondiali?”. Pensateci: se avessi dato retta a lui, ora non avrei avuto il piacere di vincere altri tre campionati. E poi: è vero che questa è una stagione difficile, ma non c’è sfida più grande della F1, anche quando sei indietro».
E siete molto indietro.
«Sì, ma se fosse un problema di macchina, non avremmo fatto la pole a Budapest» (quindi anche Schumi punta il dito sulle gomme).
E per Monza?
«Diciamo che se dovessimo riuscire a risolvere certi problemi, da qui alla fine dell’anno potremmo anche tornare a vincere».
Di Raikkonen come compagno ha già detto: e di Valentino Rossi?
«Forse è una domanda troppo ipotetica. Diciamo che sarebbe molto interessante vederlo alle prese con una F1».
Il mondiale ad Alonso o a Raikkonen?
«Uno ha un grande vantaggio, l’altro una grande macchina».
Lei ha paragonato Massa a Fernando e Kimi.
«Sì, neanche loro, quand’erano alla Minardi e alla Sauber, avevano combinato un granché. Felipe è uno che sa vincere».
I suoi figli si sono accorti che non trionfa più?
«Qualcosa hanno compreso, ma li abbiamo sempre cresciuti insegnandogli che la vita non è solo successo».
Il maschietto, Mick, lo vorrebbe sui kart?
«Nulla fa pensare che da grande corra in auto. Vedo troppa pressione sui figli di altri campioni, come Piquet jr e Rosberg jr».
L’addio di Barrichello?
«Il miglior compagno mai avuto: non so perché sia andato via, ma so che ha fatto un grande lavoro. Lo rispetto molto. Guardando indietro, forse si aspettava di vincere di più... Il nostro è un rapporto molto stretto, ma l’amicizia è un’altra cosa, abbiamo interessi troppo diversi».
Da cannibale dello sport, un commento sull’altro cannibale: Armstrong e lo scandalo che l’ha colpito.
«Trovo assurdo e ridicolo quanto gli hanno fatto... Se qualcuno aspetta il tuo ritiro per tirare fuori una simile storia è solo scorretto. Ora che chance ha lui per dimostrare che non era vero? È sleale attendere tanto tempo per distruggere una reputazione... Tanto più senza delle vere prove».