Schumi deluso non si arrende «Il mondiale è ancora aperto»

Todt: «C’è poco da dire, oggi Renault e McLaren sono più forti di noi»

nostro inviato a Magny Cours

Mento stortissimo per Schumi, mento delle pessime occasioni, di quando perde male o di quando pensa di far sfracelli e invece si sfracella lui. Sguardo bassissimo per Barrichello, sguardo di quando si trasforma in un paperino delle piste. Sguardo umilmente preoccupato per monsieur Jean Todt, sguardo di quando tutto va male, mentre alla vigilia si pensava tutto andasse bene, sguardo di chi deve rendere conto al presidente tifoso, Luca di Montezemolo.
Questa è la Ferrari del dopo delusione, la seconda grande bastonata dell’anno dopo Barcellona. «Perché quando sai di non essere competitivo, arrivi preparato alla gara, nel senso che sei pronto ad andar così così - confessa Todt - ma stavolta credevamo di poter essere protagonisti, invece lo siamo stati solo in qualifica». Dunque, in Francia come in Spagna, a maggio, quando reduci dal secondo posto di Imola, gli uomini del Cavallino si erano per la prima volta illusi di essere resuscitati.
Mica vero là, e mica vero qua. «Trulli ha rallentato Michael all’inizio – prosegue Todt – ma non avremmo potuto fare granché; Schumi ha avuto il settimo tempo di gara, Rubens il dodicesimo. Siamo stati troppo lenti, è come se quello che abbiamo guadagnato in qualifica sia stato perso sul ritmo gara, il nostro punto di forza fin qui. C’è poco da dire: Renault e McLaren sono oggi più forti, noi lavoreremo per colmare il divario, il mondiale non è chiuso. Ma adesso lasciateci digerire la delusione, poi ripartiremo alla caccia».
E che il mondiale non sia chiuso continua a sostenerlo lo stesso Schumi. Alzando un po’ il mento abbattuto, dice: «Non ci vuole un calcolatore per comprendere che con i punti che ho, con le gare che restano, il campionato è ancora aperto; però mi aspettavo molto di più da questa gara. Invece, il terzo posto è stato proprio il massimo che potessimo ottenere. Dietro Jarno e Montoya ho perso tempo, ma anche con la pista libera non andavo abbastanza veloce». Quindi, sincero: «E poteva andare peggio, perché senza i problemi di Montoya (ritirato) e di Fisichella, forse non sarei sul podio. Barrichello doppiato? Ricordatevi Budapest 2003, quando fui doppiato io e la gara dopo, a Monza, dominai. È un mondiale che cambia di gara in gara. Ma non abbiamo capito come mai siamo andati così male».
E Barrichello doppiato: «È stato un calvario. Alla vigilia non avrei mai pensato di finire doppiato. Dobbiamo capire con gli ingegneri che cosa sia successo in gara. La nostra macchina ha patito più delle altre il caldo. Al di là del mio problema di freni, le prestazioni mie e di Michael sono inspiegabili: eravamo lenti. Domenica, a Silverstone, speriamo che piova». Di solito, Giove Pluvio lo si tira in ballo quando si è disperati.