«Schumi mai sazio, ma Raikkonen osa di più»

Frank Williams: «Michael è un buongustaio: ha mangiato tanto, però non rinuncia ai piatti. Kimi straordinario»

Benny Casadei Lucchi

L’anno scorso e quello prima e quello prima ancora Michael Schumacher il martedì era già a Madonna di Campiglio. Cena di gala, baci e abbracci, moglie e cane al seguito. Non sarebbe stato difficile incrociarlo mentre cantava al karaoke con un sigaro in bocca o danzava vestito con un costume d’epoca durante una mascherata. Voglia di divertirsi, di godersi gli ultimi istanti di vacanza. L’anno scorso sarebbe andata così.
Quest’anno va che l’operaio Michael Schumacher è rimasto invece fino all’ultimo nelle «fonderie» di Jerez de la Frontera, per provare e riprovare la Ferrari ibrida che indossa il motore a otto cilindri. Si sussurra che se fosse stato per lui sarebbe rimasto laggiù tutta la settimana, poi l’insistenza, poi i doveri... Fatto sta, 83 giri martedì (il più veloce), 55 mercoledì (2° tempo), centinaia di chilometri per capire se la macchina che gli stanno preparando merita i suoi sì: sì posso farla diventare ancora più veloce, sì posso vincere, sì resto ancora un anno.
Risultato: lui a Jerez, il manager Willi Weber in Germania ad alzare il prezzo ventilando possibili corteggiamenti made in Toyota e Campiglio ad attenderlo (è arrivato ieri sera con il suo jet, poi in elicottero) per dedicargli una pista, quella dello Spinale. E, dulcis in fundo, tutta la F1 ogni giorno a interrogarsi su quale decisione prenderà e a dare i voti ai suoi rivali e possibili eredi. Come sir Frank Williams, il Drake d’Inghilterra, che magari ultimamente vince pochino, ma quanti fuoriclasse sono passati per le sue mani.
Sir Frank, Michael Schumacher ha sbagliato a non ritirarsi alla fine del 2004, da vincente?
«No. È sufficientemente intelligente per sapere quando sarà il momento giusto, per cui se non l’ha fatto allora avrà avuto le sue ragioni».
Ma quest’anno avrà ancora la grinta per diventare campione del mondo?
«Sicuro. Non gli manca assolutamente la grinta. È come un buongustaio che ha mangiato ottimi piatti e, benché pieno, viene attirato da altri menù. Non è mai sazio, Michael».
Forse, ora, Kimi Raikkonen ha però qualcosa in più del tedesco.
«Sì, forse ha la voglia di prendere più rischi. D’altra parte è giovane. Però non ha la grande esperienza di Michael. Ed è meno abituato a lavorare, lavorare, lavorare...».
Lei ha avuto in squadra i grandi della F1: Senna, Prost, Mansell, Piquet. Questa generazione di giovani, gli Alonso, i Raikkonen, anche Rosberg jr da lei schierato per quest’anno, è davvero paragonabile a certi fuoriclasse del passato?
«Penso che ogni dieci anni arrivi un grande campione: Michael, Ayrton, Alain Prost, Jochen Rindt, Jackie Stewart. Ogni epoca ha il suo. Oggi c'è Raikkonen: ritengo che Kimi sia un regalo del cielo alla F1. Ha un talento enorme, veramente unico... Però anche Alonso è bravo».
Ma Raikkonen...
«Ha qualcosa di straordinario, però deve imparare ancora un po’».
E gli altri: per esempio il suo Nico Rosberg?
«Ha talento, lavora tanto, è intelligente, avrà sicuramente un ottimo futuro».
Deluso o contento dei suoi piloti 2005 (Heidfeld andato alla Bmw Sauber e il riconfermato Webber)?
«Contento. Hanno lavorato tanto e ci sono costati poco».
Gli italiani: ha provato davvero a prendere Fisichella?
«Sì, ma l'amico Flavio (Briatore, ndr) si era mosso un secondo prima di me».
E adesso senza Bmw sarà dura per voi. Vi ritrovate come a fine 1997, quando la Renault vi lasciò e il podio divenne un miraggio.
«No, non penso che la situazione sia così difficile, perché i grandi costruttori da quindici anni realizzano solo motori 10 cilindri, mentre la Cosworth che ci segue ha una grandissima tradizione nell'otto cilindri introdotto dai nuovi regolamenti. Non vorrei sembrarvi esageratamente ottimista, ma penso che, almeno per il primo anno di vita, il V8 Cosworth si dimostrerà abbastanza competitivo».