Schumi mette Valentino in pole position

«Il mio errore? Fu tornare al Milan. Il sogno è Messi: Rijkaard mi ha rifiutato il prestito»

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Madonna di Campiglio

Si respira aria nuova nel condominio Schumacher-Ferrari. Fino allo scorso anno, sul pianerottolo le porte restavano sempre aperte, perché «casa tua è casa mia» era la filosofia del grande team. Ma da oggi si cambia: da oggi si dice «è quasi casa tua ed è quasi casa mia». E la differenza c’è. Perché, con ogni probabilità, il tedesco finirà comunque la carriera nello stesso condominio, sullo stesso pianerottolo, magari persino accanto a Valentino Rossi tanto ne ha parlato bene e a lungo, ma da quest’anno - e per la prima volta - c’è un minima possibilità che non si ritiri bensì traslochi.
«Lo dico e lo ripeto», ha risposto kaiser Michael alla stessa domanda piovutagli addosso decine di volte: «Al 99 per cento concluderò la mia carriera a Maranello». Da oggi Schumi dice e ripete un’altra cosa: «Vedo la Ferrari nel mio futuro, ma non si può essere mai certi...». Quella nuova la proverà lunedì prossimo a Fiorano (presentazione il 24 gennaio al Mugello).
Quindi potrebbe davvero andare in un altro team, potrebbero persino essere vere quelle voci Toyota?
«Chi può dire che cosa ci riserva la vita? Della vita non si può mai essere certi al 100%. Lei può dire che cosa farà nella sua azienda, nel suo giornale nei prossimi anni? No, neppure io. E per quanto riguarda la Toyota chiedete al mio manager, chiedete a Weber, è lui che ne ha parlato, non io».
Quando svelerà il suo futuro?
«A metà stagione. Dopo che avrò visto se l’auto è competitiva. Perché il 2005 è andato nel modo in cui sapete; confesso che ci sono anche stati momenti divertenti, ma fondamentalmente è stato tutto molto frustrante. Non voglio ritrovarmi di nuovo in una situazione simile. A metà stagione potrò capire se ho voglia ancora di andare avanti oppure no. Questo non significa che la mia decisione dipenda dalle vittorie, mi basta sapere che possiamo lottare per il titolo».
Ferrari sotto esame.
«Anche io mi metto sotto esame: gli errori non li hanno fatti solo gli altri. Nel 2005 potevo far meglio. Ora, però, ci siamo svegliati».
Ma quali errori ha fatto?
«Per esempio la preparazione atletica. Il tempo passa, a 37 anni devo allenarmi di più, con l’età le cose non sono semplici come prima. Questo potrebbe essere qualcosa che ho sottovalutato lo scorso anno. Appena tornato dal disastroso Gp della Cina, proprio sulla preparazione fisica mi sono messo a lavorare: mi ero reso conto di poter fare meglio: migliorerò».
È la prima volta che mette sotto pressione il suo team-famiglia?
«Potete anche pensarla così, ma è diverso. Ora siamo più determinati a riprenderci le posizioni che ci competono, so che tutti stanno dando il massimo. Nel 2006 vogliamo tornare a vincere e lottare per il mondiale».
Non ha pensato che potrebbe mettere in difficoltà la Ferrari?
«Ogni mia decisione è sempre stata presa tenendo il team al primo posto. So che il team non mi avrebbe dato la chance di aspettare metà stagione se questo gli avesse creato problemi».
Ha ancora gioia di correre?
«Certo, anche se una stagione come il 2005 può togliertela: non provi alcun piacere a percorrere 90mila chilometri di prove senza mai migliorare. Ora è diverso. I test in dicembre e quelli fatti fino a mercoledì sono andati molto bene. Il motore V8 è sorprendentemente più veloce degli altri. Vedo una buona Renault, ma altri che nel 2005 erano a posto oggi hanno dei problemi».
In un anno così delicato, trova giusto puntare su un pilota tanto giovane come Massa?
«Siamo un buon mix: il più giovane e il più vecchio. Comunque Felipe è bravo e ha già molta esperienza».
Se lascerà la Rossa, darà consigli al vertice sul suo sostituto?
«Non ha senso rispondere a questa domanda... e comunque, visto che continuate a domandarmelo, diciamo che ora la percentuale che resti alla Ferrari sale al 99,9».
Quanto conta il parere di sua moglie nel decidere se andare avanti o smettere?
«Conta sempre molto, perché lei vede le cose da un’altra prospettiva».
Crede davvero che Valentino Rossi possa diventare un pilota di F1?
«Sì. Penso proprio di sì. È andato sempre bene nei test, è sempre migliorato molto. Certo, poi conterà vedere se possiede gli extra che in gara fanno la differenza; ma è un pilota che ha iniziato nei go kart, è passato alle moto, e ha il senso della competizione. E poi la Ferrari è pronta a sostenerlo. Certo che per me era stata dura provare la MotoGp».
Chi ha più chance di diventare campione del mondo quest’anno: lei e la Ferrari, o la sua nazionale tedesca di calcio?
«Mi fido più di noi».