Schumi pensa al dopo: «Farò il cowboy e il terzo figlio»

«Cerco altre sfide, mi piacciono i cavalli. Ci sarà un altro mondiale in famiglia: mio fratello Ralf»

da Berlino

La vita del campione è piena di soddisfazioni e anche molto remunerativa. Ma toglie al protagonista le piccole gioie che rendono vivibile e apprezzabile la quotidianità. Michael Schumacher, anche se esce da una stagione diciamo non fortunata, ha vinto tutto quello che poteva vincere e quanto al conto in banca il suo è tra i più ricchi della Germania. Ha tutto quello che potrebbe volere?
«Forse no - lascia capire il campione in un’intervista concessa a Bild am Sonntag - anche se per molti versi la mia famiglia, con Corinna e i piccoli Gina Maria (8 anni) e Mick (6) sotto l’aspetto affettivo mi completa e mi dà quello che mi serve. Un terzo figlio? Corinna e io ne abbiamo parlato, non lo escludo per il futuro, ma per l’immediato non è in cantiere. Insomma, se lo volete sapere, Corinna non è incinta».
Ma appeso il volante al chiodo - e prima o poi capiterà - che cosa vorrà fare herr Schumacher? «Ho molti hobby con i quali passare il tempo. Ma andando a cose più serie l’Olimpiade mi ha affascinato e in un certo senso proposto nuove sfide. Non con i motori, certamente, ma potrei pensare all’equitazione, guidare un cavallo soltanto invece di quelli, moltissimi, della mia Ferrari. Ecco, andare a cavallo come facevano nel West mi intriga».
E Bild am Sonntag dà maggior peso all’ipotesi corredando l’intervista con una fotografia di Michael ritratto nello Utah, la terra dei mormoni, mentre cavalca con tanto di cappello da cowboy. L’intenzione di partecipare a qualche rodeo, magari tanto per provare? «Perché no - risponde il mancato (per ora) cavaliere - è uno sport assolutamente serio e fatto da gente seria».
E poi l’altra famiglia, quella dalla quale Michael è uscito per sposare Corinna e formare un nucleo proprio. «La mia vecchia famiglia - dice - in questo momento significa soprattutto Ralf, sì proprio mio fratello del quale ho letto che non crede in un ulteriore mio titolo mondiale. Lo ha dichiarato ai giornali, a me non lo ha ancora detto. Lui è forte, ha talento, lo ha dimostrato, del resto veniamo dallo stesso albero... E poi Ralf e la Toyota hanno risorse per competere al vertice. Se trovano la direzione giusta vedrete un altro Schumacher campione del mondo».
Ma c’è anche una curiosità. Un uomo che, come lui, rischia la vita quasi a ogni gran premio, ha qualcosa di soprannaturale nel quale rifugiarsi? «Credo in Dio - spiega - anche se a mio modo. Voglio dire che in chiesa vado poco, quasi mai, anche perché i miei impegni professionali mi portano in giro per il mondo e la domenica non posso sempre fare quello che vorrei, mi capite. Ma penso anche che pregare sia un fatto personale, per farlo non è necessario essere in chiesa, si può pregare da casa propria o dall’interno di un abitacolo, quello della mia macchina».
E il calcio, sport nazionale anche in Germania soprattutto oggi che qui stanno per arrivare i mondiali? «Sono tifoso del Colonia, purtroppo, e la mia squadra sta andando molto male, rischiamo la retrocessione. E il nostro asso, Podolski, probabilmente a fine stagione se ne andrà».
Tra i calciatori, c’è qualcuno che le assomiglia? «Direi Kahn, il portiere del Bayern. Cerca di ottenere sempre il massimo».