Schumi saluta e si porta a casa la Ferrari

Todt: «Sbaglia chi dice che abbiamo perso il titolo nelle ultime gare. Mi spiace solo che Michael non abbia chiuso la carriera come avrebbe voluto»

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato

a San Paolo

È partito nella tarda mattinata di ieri con il suo jet privato e Corinna e papà Rolf a bordo. Giusto il tempo di svegliarsi dopo una notte di festa con la moglie, i quindici amici di una vita invitati per l’occasione e l’altra sua famiglia, la famiglia Ferrari. C’erano tutti. Da monsieur Jean Todt fino all’ultimo dei meccanici. Luogo scelto e blindato per l’occasione, il locale Casa Fasano, grande cerimoniera della serata, Rafaela, la fidanzata di Felipe Massa. Tra gli ospiti, il primo, il suo erede Kimi Raikkonen, presenza francamente prevedibile visto che il Cavallino è una famiglia motoristica che ti fagocita e ti integra subito nel gruppo; il secondo ospite, Rubens Barrichello, ammettiamolo, era invece un filo inaspettato, tanto più dopo che il grande tedesco lo aveva mandato a quel paese durante il Gp. A mezza serata la sorpresa che si vociferava: la rossa con cui ha corso la sua ultima gara in dono. La 248F1 da lui stesso definita «una delle Ferrari più veloci con cui abbia mai corso». Quindi birra a volontà, scherzi, canti, tutto in una overdose di allegria crucco-italico-brasilera e alle quattro in punto «arrifederci kari ragazzi».
A quest’ora, Schumi, è già tranquillamente in Svizzera, nella sua dimora di Vufflens le Chateau, a coccolarsi Gina Maria e Mick junior, a spiegargli che per davvero viaggerà molto meno, che resterà un sacco di tempo accanto a loro. Ma non da subito, cari figli miei: «Sabato volo a Monza, perché ci sarà il Ferrari day». Quindi la promessa alle genti di Maranello: «Parteciperò anche alla festa di Natale della Ferrari». E per l’ultima volta si vestirà da Babbo Natale che regala balocchi ai figli dei dipendenti. Montezemolo lo aspetta in Italia: «Schumi è ancora il più grande. Ha fatto una gara da storia della Formula 1».
Una festa, quella di San Paolo, che per qualche ora ha fatto dimenticare la delusione della gara, di questo mondiale costruttori sfuggito, dell’ultimo podio di Schumi mancato. Todt, a fine gara, aveva infatti raccontato: «Certo, provo emozioni contrastanti, perché non abbiamo raggiunto nessuno degli obiettivi che ci eravamo posti. Detto questo, abbiamo perso da avversari molto forti, affidabili, e che erano riusciti a iniziare la stagione meglio di noi. Sarebbe un errore dire che abbiamo perso il titolo nelle ultime gare... Michael? Non ha chiuso la sua carriera come avrebbe voluto, ma l’ha chiusa da grande pilota e combattente. Invece è stata quasi una passeggiata per Felipe. Domenica si è chiuso un capitolo importante della Ferrari, però Michael resterà con noi, con un ruolo diverso. Posso solo capire e rispettare la sua scelta. Se si apre un capitolo nuovo? Sì, ma aspettiamo un attimo, fra qualche giorno faremo degli annunci... Un ricordo personale di Michael? No, siamo una famiglia e di ciò che avviene in famiglia non si parla».
Quindi, quell’accenno al futuro: che contributo darà la Ferrari all’erede di Schumi, a Raikkonen? «Per la verità, è lui che dovrà dare un contributo a noi... La Ferrari dovrà invece fornirgli un’auto competitiva e cercare di proteggerlo dalle pressioni esterne. Ma Kimi ha un carattere forte, vedrete, non ci saranno problemi». Guarda caso, due ore dopo Raikkonen era alla festa di Schumi: la full immersion ferrarista è già iniziata. Il ragazzo ha molto da imparare.